| Conferenze Online del Progetto Raphael
In questo primo incontro tematico prenderemo in considerazione il tema
del disagio: chi è che non soffre di un qualche tipo di
disagio? Che sia materiale, fisico, emotivo, relazionale, affettivo o
mentale, non esiste persona ordinaria che non abbia la sua dose di disagio. L'esperienza dei Ricercatori di Verità di tutti i tempi dimostra che possiamo sconfiggere questo tipo di disagio solo lavorando sul terreno da cui ha avuto origine, che non è affatto la dimensione orizzontale ordinaria (a cui sono ricollegabili le esperienze materiali, corporee, emozionali, relazionali, affettive e mentali abituali) quanto piuttosto la dimensione verticale dello Spirito. Più precisamente questo disagio nasce dalla sconnessione con la dimensione spirituale originaria e può essere risolto soltanto nel momento in cui ritroviamo la connessione con la dimensione divina, tramite il pieno contatto con ciò che negli insegnamenti della Scienza Unitaria di IJP. Appel Guéry è definito il Padre Spirituale (cioè il nostro Sé Superiore).
In questa sede non si tratta di provare la realtà di una dimensione divina superiore, quanto piuttosto di tracciare un sentiero perché ciascun essere dotato di Vera Volontà possa individualmente sperimentarne il contatto. è nella ricerca di questo contatto superiore che interviene l'importanza del disagio esistenziale: il disagio è, infatti, quel campanello di allarme che ci avverte che qualcosa si è addormentato in noi e che abbiamo bisogno di risvegliarci. Se non torniamo ben desti questo campanello non smetterà certamente di suonare! In tale ottica non possiamo più considerarlo un nemico pericoloso, ma - al contrario - un preziosissimo alleato. Se teniamo presente che la porta di uscita è anche la porta di entrata, il nostro personale (e fastidiosissimo fino ad ora) disagio contiene in sé le indicazioni precise su ciò che dobbiamo lavorare in noi stessi per ritrovare la connessione superiore mancante. Ecco dunque la chiave per uscire dal nostro inferno personale: ritrovare, nel disagio che ci portiamo dietro, quell'insegnamento che dobbiamo apprendere per evolvere. In questo caso non è una rigida analisi mentale della situazione che ci può venire in aiuto, quanto piuttosto una comprensione intuitiva ed analogica del problema; tuffarsi nel mondo della simbologia mesoterica ed esoterica sarà, non a caso, un passo importante nel nostro cammino. Anche in ambito terapeutico è ormai documentato come persino la
malattia peggiore, considerata incurabile da tutti, possa dissolversi
completamente di fronte ad un cambiamento del livello
di coscienza del soggetto ammalato. L'esperienza del quotidiano ha evidenziato spesso
come non basti raggiungere un traguardo agognato da tempo (una promozione,
trovare la persona amata, mettere al mondo dei figli, ecc...) per
sentirsi felici e realizzati; è fin troppo banale ricordare come
spesso le persone più ricche soffrano di gravi nevrosi o psicosi,
dalla depressione agli attacchi di panico alla tendenza al suicidio. Il disagio, da cui siamo partiti, resta il primo e più prezioso alleato per indicarci da dove iniziare il cammino della "verticalizzazione" e riconnessione spirituale della nostra esistenza.
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