| Conferenze Online del Progetto Raphael
Secondo la visione che sto esponendo ciascuno di noi origina da una Fonte immortale ed increata (variamente definita come Dio, YHVH, Allah, Padre dei Padri, Grande Architetto dell'Universo, Coscienza Assoluta in seno all'Energia Pura, Wakan Tanka, Brahman, Grande Vuoto, Onnipresenza, ecc...) e la nostra essenza più intima risulta essere della stessa natura divina di ciò che l'ha creata. Questa essenza è il Sé. Nel momento però in cui facciamo l'esperienza della manifestazione (in cui il Sé si immerge nella materia ed assume un corpo) ecco che nasce l'Io o Ego. L'Ego è l'illusione della separazione all'interno della Creazione, è l'oblio della Coscienza che dimentica la sua Vera Natura e che cerca di delimitarsi e difendersi da ciò che percepisce come "estraneo a se".
L'Ego diventa cosI la nostra nuova identità, separata e
bisognosa di protezione, piena di nevrosi e complessi, formata da molte
sfaccettature (le subpersonalità - ved. incontro n°57) in contrasto
permanente fra di loro. Noi lottiamo quotidianamente con i fantasmi generati dall'Ego,
che sono l'origine delle nevrosi personali,
e non riusciamo a distaccarcene perché siamo talmente identificati
in essi che abbiamo paura alla sola idea di affrontare la vita
senza questa sorta di "seconda pelle" fatta di abitudini mentali.
L'Ego è l'illusione più
grande in un mondo per sua stessa natura illusorio (Maya),
si basa sulla separatezza, ci fa sembrare la vita un gioco competitivo
e genera una sensazione di ansia circa il nostro posto nel mondo. L'Ego ci fa sentire soli e abbandonati, e per porre rimedio alle nostre angosce (il famoso disagio che abbiamo trattato nell'incontro precedente) cerchiamo compagnia ed approvazione in coloro che ci circondano, senza trovare mai un reale appagamento in questa ricerca destinata inesorabilmente a fallire. Fintanto che cerchiamo all'esterno (in quella dimensione precedentemente
definita come "orizzontale") facciamo il gioco dell'Ego
e, paradossalmente, ci allontaniamo sempre di più dal benessere
e dalla serenità tanto agognati, quando invece ci rivolgiamo all'interiore
di noi stessi impariamo a prendere come punto di riferimento
la nostra intima natura divina o Dio stesso (ad un certo livello
di coscienza le due cose si equivalgono) e risorgiamo a vita nuova. La meditazione è sicuramente una delle metodiche principali per rientrare in contatto con il Sé, ed un esercizio straordinariamente utile è anche il "Ricordo di Sé" che consiste nell'interrogarsi su "Chi sono io?" e nello sforzo di percepire-ricordare la propria Essenza.
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