Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 9

"Il Bambino interiore"


Il tema del bambino (o del cucciolo) richiama subito alla mente un'idea di dolcezza, naturalezza, innocenza ed ispira un naturale senso di protezione, ma dal lato da cui stiamo imparando a considerare le cose dobbiamo ricordarci che all'esterno esistono solo simboli, c'è solo un vuoto riempito dai contenuti mentali proiettati dalla nostra psiche (ved. incontro n° 5) e che tutto ciò che possiamo credere di sperimentare attraverso i sensi altro non è che il contenuto della nostra interiorità rivisto attraverso il meccanismo proiettivo dello specchio.
Per quanto adulti a livello biologico o spirituale, sempre esiste in noi un Bambino Interiore o Fanciullo, ed è vero che - per ogni singola incarnazione - le tematiche psichiche correlate alla nostra personale esperienza di questo bambino dipendono dalle ferite primarie e secondarie che abbiamo vissuto nel corso di nascita-infanzia-adolescenza.

C'è chi tenderà ad escludere dalla propria vita la spontaneità della dimensione infantile e fanciullesca perché considerata sintomo di debolezza e non congruente con quell'ideale di maturità e responsabilità che un tale individuo ha deciso di incarnare; c'è chi invece non riesce mai a fare il passaggio ad uno stadio di maturità psicologica e rimarrà costantemente "agganciato" al proprio ruolo di persona bisognosa di assistenza e di protezione materna, incarnando certamente una dimensione vittimistica nel momento in cui la Vita dovesse essergli apparentemente contro.

In entrambi i casi il processo di maturità e completezza spirituale non è avvenuto, poiché possiamo dirci veramente completi solo se riusciamo ad integrare tutti gli aspetti del nostro essere. Anche già solamente su di un piano psicologico - e sulla base delle indicazioni della Psicologia Transazionale - si ha integrità della persona quando coabitano in maniera equilibrata i tre aspetti di genitore, bambino e adulto.

Nel dirigerci dunque verso una dimensione adulta e spiritualmente completa dovremmo cercare di tenere sempre bene a mente della compresenza in noi di una dimensione bambina, bisognerebbe quindi cercare di pulire il più possibile le memorie emozionali negative collegate all'infanzia per essere in grado di esprimere questa dimensione dal suo punto di vista positivo, diversamente ci troveremo periodicamente in stati di "bisogno non soddisfatto", di cui tenderemo implacabilmente a condannare l'esterno (il compagno, la compagna, le persone del luogo di lavoro, gli amici, ecc...).
Quali sono gli aspetti positivi di questa componente dell'essere?
Ebbene la vera forza del bimbo è ben rappresentata dalla direzione SUD della Ruota di Medicina dei Nativi Americani (direzione del bimbo, appunto), là dove si trovano le qualità essenziali di fiducia e innocenza. Senza recuperare queste componenti fondamentali non saremo mai capaci di percorre il "giusto sentiero" assegnatoci dall'Universo: esse rappresentano la nostra purezza non contaminata, quella purezza che ci permetterà di vivere ed esprimerci in maniera emozionalmente equilibrata e sana, interagendo con gli altri in transazioni veramente ok!

E ancora... come non possiamo immaginarci adulti completi senza vederci anche bambini, dunque, così non dovremmo considerare un bambino completo senza riconoscergli anche un aspetto adulto (visione olografica dell'esistenza), mentre questo è forse l'errore più comune che si commette con gli infanti ed i bambini piccoli.
In una raccolta di diversi saggi di indirizzo junghiano, inerenti al tema dell'incesto e dell'abuso sessuale sul minore ("TRAPPOLE SEDUTTIVE - L'abuso sul minore e le sue ambivalenze", a cura di Maria Irmgard Wuehl - Ed. Vivarium, rintracciabile su www.vivarium.net/trappole.htm) troviamo l'affermazione precedentemente esposta in un contesto indiscutibilmente provocatorio:

"L'opinione corrente si ferma a considerare il dramma del minore come vittima sempre innocente di un abuso da parte di un adulto sempre colpevole, in quanto più forte e più consapevole. In questa ottica il bambino non viene considerato come essere umano intero, dotato di tutte le sue potenzialità e pulsioni contrastanti, ma viene unicamente visto come un piccolo essere debole. Questo modo unilaterale di considerare il bambino può essere dannoso non solo per l'adulto colpevole ma anche per il bambino stesso.
Se si ritiene il bambino esclusivamente vittima, viene eliminato ogni suo possibile tentativo di assumersi qualche responsabilità dell'accaduto e di elaborare un suo eventuale senso di colpa o un suo atteggiamento ambivalente. Si alimenterà in lui una psicologia di vittima che biasima sempre l'altro e che non si considera responsabile delle proprie azioni, con la probabile conseguenza assai più grave di ripetere a sua volta da adulto la seduzione sessuale su un minore. Paradossalmente il bisogno coatto di agire l'intimità sessuale sul minore può sorgere da sentimenti di compassione e d'amore per il bambino interiore negletto e abbandonato. Vecchio saggio e Fanciullo divino costituiscono una bipolarità che funziona creativamente per lo sviluppo psicologico quando forma una unità e non una scissione
."

Oltre alla dimensione psico-evolutiva che il bambino rappresenta, vi è anche un'importantissima funzione simbolica appartenente all'inconscio collettivo dell'umanità, in moltissime culture, infatti, il Fanciullo rappresenta il Sé nascente e ne incarna la plenipotenzialità (oltre che l'androginia originaria), tanto che diventa simbolo della stessa divinità solare (ved. la figura di Gesù Bambino).
Il tema del Fanciullo Divino (presentato da C. G. Jung in polarizzazione con il Vecchio Saggio: binomio archetipale Mercurio-Saturno) viene spesso sviluppato nei miti e nelle fiabe attraverso una molteplicità di prove ed avversità che rappresentano l'apparente fragilità e vulnerabilità di ogni vita in cerca della propria autorealizzazione, e nonostante la straordinaria potenza delle insidie che tale fanciullo si trova ad affrontare, esiste in lui un potenziale divino e superiore che va ben oltre l'ordinaria coscienza umana. Il fanciullo, sebbene apparentemente inerme, reca in sé i semi della sua completa maturità e divinità interiore, è la personificazione dell'impulso "irresistibile e coatto" all'autorealizzazione
Anche sognarsi un fanciullo o di essere tornati bambini, lungi dall'essere una forma di regressione, spesso sta a significare un passaggio nel processo di sviluppo della personalità, un passo avanti che avviene attraverso una rielaborazione del potenziale incontaminato presente nel fanciullo stesso.

"Il bambino interiore"
di C. L. Whitfield
(Armenia Edizioni)

"Il Bambino Perduto e Ritrovato"
di Alba Marcoli
(Oscar Mondadori)

 

"Ami un amico dalle stelle"
di Enrique Barrios
(Il Punto d'Incontro Edizioni)

 

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