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Conferenze Online del Progetto Raphael
INCONTRO
n° 19
| "Il
meccanismo dello specchio" |
Se accettiamo la visione olografica dell'universo (ved. incontro
n° 79) allora possiamo comprendere come in
ogni essere umano coesistano tutte le qualità (positive e negative)
appartenenti all'umanità in generale. In noi coesistono,
anche se in stato latente, la possibilità di generare i miracoli
più straordinari come quella di effettuare i crimini più
efferati.
Ogni essere, in ciascuna incarnazione, ha necessità
di entrare in contatto solo con alcune delle possibili caratteristiche
della personalità (a seconda del programma con cui si è
incarnato), e tra quelle da conoscere alcune le accettiamo ed altre le
rifiutiamo a causa del giudizio duale esercitato dalla mente logica.
Tutto ciò che rifiutiamo (e non sono solo caratteristiche negative,
ma anche positive considerate però irraggiungibili) genera in noi
una precisa reattività emozionale quando viene
incontrato all'esteriore: tale reattività è tanto
maggiore quanto più quella determinata caratteristica è
stata respinta nell'inconscio.
La realtà esterna rispecchia perfettamente
quella interiore, in quanto - in ultima analisi - non sono altro
che un'unità indivisibile.
La nostra mente, cercando di differenziare soggetto ed oggetto, ha creato
una parvenza di divisione che il ricercatore tende a ricongiungere.
Ciò che è fuori di noi è anche
dentro di noi!

Questo meccanismo dello specchio è molto importante
da comprendere se vogliamo cessare di lottare contro i "mulini a
vento", altrimenti continueremo semplicemente ad odiare
e ad allontanare coloro che rispecchiano i nostri lati "negativi"
rimossi e ad amare ed esaltare coloro che rispecchiano
invece i lati rimossi ma considerati "positivi". L'intensità
della reattività emotiva può variare - in negativo - dalla
semplice irritazione ad un odio vero e proprio , e - in positivo - dalla
simpatia alla completa idealizzazione.
Se riuscissimo a tenere sempre bene a mente questo concetto, da una parte
eviteremmo di giudicare con troppa facilità il prossimo, e dall'altra
ogni incontro sarebbe un'occasione di intenso arricchimento interiore...
soprattutto quando qualcuno ci disturba con la sua presenza!!
Nel libro "Sessualità e spiritualità
nel Tantra" (di Sunyata Saraswati e Bodhi Avinasha
- Ed. I Nuovi Delfini, pag. 49) troviamo elencate quattro motivazioni
su cui riflettere nel momento in cui qualcuno dovesse irritarci:
- vedete in lui una parte di voi stessi che non
vi piace. Rifiutate di vedere quella qualità in voi e
non vi piace vederla nemmeno in un altro.
- Il modo in cui quella persona vi maltratta è
il modo in cui voi maltrattate voi stessi.
- Vi ricorda qualche problema al quale siete attaccati;
qualcuno che non avete perdonato, qualche limitazione con la quale non
vi siete riconciliati.
- Non vi permette di distorcere la verità
come fate di solito, oppure non si presta al vostro gioco, non sostiene
le vostre illusioni preferite, non vuole ignorare ciò che è
ovvio.
Qualunque sia la situazione che vi disturba, può essere
volta a vostro vantaggio oppure andare sprecata.
Potete imparare a crescere grazie a questa situazione, oppure perdere
una preziosa occasione. In questo caso il Cosmo deve prendersi la briga
di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di
volte, finché alla fine non riuscirete a capire.

Abbiamo bisogno di questo meccanismo poiché nello
stato duale incarnativo nessuno è in grado di vedersi per come
realmente è, basti pensare (simbolicamente) che se non esistessero
gli specchi non conosceremmo neppure il nostro volto! Ecco che per osservarci
realmente abbiamo bisogno di punti di vista esteriori (e chi è
in grado di evidenziare più abilmente i nostri lati in ombra dei
nostri odiati nemici ?).
La realtà non può essere abbracciata da una sola
prospettiva, e tutte le varie prospettive, anche le più
contrastanti, possono essere ugualmente veritiere se le relativizziamo
(una corretta valutazione di un assunto può essere fatta solo se
conosciamo il sistema di riferimento concettuale adottato
per giungere a quella specifica valutazione della realtà).
Proviamo dunque a relativizzare la visione egoica di noi stessi, tenendo
a mente che siamo composti da almeno tre aspetti:
ciò che pensiamo di essere, ciò che gli altri pensano che
noi siamo, ciò che siamo veramente!
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