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Conferenze Online del Progetto Raphael
INCONTRO
n° 46
In questo incontro faremo un'esplorazione dell'apparato che sorregge fisicamente la struttura
di tutto l'organismo, e cioè il sistema
osteo-artro-muscolare, il cui studio non solo può offrirci
delle interessanti analogie in merito alle dinamiche di sostegno psicovitale
su cui impostiamo la nostra vita (come sosteniamo il
corpo così sosteniamo la vita - le patologie dell'asse vertebrale
corrispondono ai problemi che abbiamo a livello della nostra struttura di
personalità), ma può anche aiutarci a conoscerci meglio a
livello biologico, evidenziando i limiti di una medicina evoluta sul piano
scientifico, ma molto parcellare e incompleta sul piano olistico: a dispetto
delle attuali credenze in campo ortopedico, infatti, vedremo che le
ossa non stanno ferme, ma... si muovono e respirano!

Fortunatamente esistono oggi molte discipline che lavorano sulla struttura
osteoarticolare e muscolofasciale per cercare di riequilibrare l'organismo
a più livelli, sia attraverso manipolazioni sia mediante movimenti
di rieducazione funzionale: oltre alla già citata (nello scorso
incontro) kinesiologia applicata di George Goodheart, vorremmo citare
l'Osteopatia di Andrew Taylor
Still,
da cui è derivata la terapia craniosacrale più sotto descritta,
la Chiropratica - tecnica di manipolazione vertebrale
per eccellenza - di David Palmer (ved. www.albanesi.it/Medalt/chiropratica.htm),
il Metodo Trager di Milton Trager
- metodo molto dolce di defusione delle aree di blocco psico-strutturali
, il Metodo Alexander - che combina esercizi di yoga
e di stretching - di Frederick Matthias Alexander,
l'Orthobionomy - anch'essa di derivazione
osteopatica - di Arthur L. Pauls,
il Metodo Feldenkrais - una pratica
di rieducazione attraverso il movimento, il tocco e la conoscenza degli
schemi motori, ideata da Moshe Feldenkrais,
il Rolfing - una pratica di "rimessa in asse"
dei segmenti strutturali corporei secondo le linee di forza della gravità,
ideata da Ida Rolf.
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William Garner Sutherland (1873-1954),
dottore in osteopatia, osservò per la prima volta il Meccanismo
Craniosacrale nel 1901. Sutherland, allievo
di Still (fondatore dell'osteopatia), fece due importanti scoperte: che
le ossa del cranio sono soggette a movimenti, contrariamente a quanto
pensato fino ad allora, e che esisteva una forza autocorrettiva
che tendeva a riportare l'organismo in equilibrio anche senza l'intervento
del terapeuta (scoperta avvenuta 50 anni dopo la prima). Sutherland definì
questa forza Respiro Vitale, o Respiro
della Vita ed iniziò ad abbandonare le classiche tecniche
di manipolazione a favore di un contatto estremamente leggero e delicato,
vide che esercitando sul cranio e sul corpo pressioni leggere di vario
tipo otteneva cambiamenti profondi dello stato fisico
ed emotivo di una persona.
Il sistema craniosacrale prende nome dalle
ossa che, insieme alle vertebre, circondano il sistema nervoso
centrale, cioè le ossa del cranio e l'osso sacro. Il sistema
nervoso centrale è formato dal cervello e dal
midollo spinale ed è ricoperto da 3 membrane protettive,
dette meningi (la dura madre a contatto con le ossa,
la pia madre a contatto col tessuto nervoso e l'aracnoide
al centro), che formano intorno ad essi un involucro unico, nel quale
circola un liquido; il liquido cerebrospinale.
All'interno della scatola cranica questo liquido viene prodotto e riassorbito
con un ritmo che si propaga in tutto il corpo. Un movimento leggerissimo
che coinvolge le ossa del cranio, tutta la colonna vertebrale fino all'osso
sacro e, attraverso la fascia connettivale, le parti periferiche del corpo.
In sintesi le cinque componenti fondamentali del sistema
craniosacrale su cui poi si basa la terapia sono: 1) la
fluttuazione del liquor cefalo-rachidiano, 2) la funzione di raccordo
del canale durale, 3) il sistema
delle meningi (detto sistema delle membrane a tensione reciproca),
4) la mobilità delle ossa craniche,
5) la mobilità "involontaria" del
sacro tra le ossa iliache.
Sutherland
è stato il primo ricercatore moderno a comprendere che le suture
craniche sono dispositivi fisiologici
deputati a favorire il movimento delle ossa craniche,
ed in effetti nel 1987 a Montreal (Quebec) si è giunti ad una registrazione
elettronica dei delicati movimenti ritmici
del cranio, la sua scoperta diede origine all'osteopatia
craniale. A metà degli anni '70 il dr. John
Upledger iniziò a insegnare le tecniche "craniali"
a non osteopati dando origine alla terapia
craniosacrale. Un trattamento craniosacrale
è molto leggero, confortevole
e piacevole; seguendo le pulsazioni e i movimenti
che si manifestano nel sistema cranio-sacrale si ottiene il rilascio (releasing)
dei punti di resistenza e viene facilitato il ritorno all'equilibrio
dei tessuti, che ritroveranno la loro piena funzionalità.
Attualmente esiste una tendenza, nelle scuole craniosacrali, ad esplorare
ed enfatizzare l'intrinseco potere di guarigione del
Respiro della Vita, inteso come una forza di
natura sottile, infallibile e preesistente
alla nostra fisiologia; secondo questo approccio
- definito biodinamico - esiste uno stato di
quiete dinamica intrinseco all'essere, fonte di tutti i
movimenti e di tutte le dinamiche legate alla vita stessa. Da questo stato
di quiete emerge una sottile pulsazione ritmica (cicli di 100 secondi)
detta marea lunga al cui interno si può percepire
una marea media (2,5 cicli al minuto) e un impulso ritmico
craniale (8-12 cicli al minuto). Sincronizzandosi con questi ritmi, e
procedendo ad una loro naturale riequilibrazione, terapeuta e paziente
imparano a rispettare la sacralità e il mistero della Vita stessa.
I DIECI PASSI BASE TRADIZIONALI
- Percezione del ritmo respiratorio primario
(fare contatto, scoprirlo, sintonizzarsi).
- Still Point iniziale (tecnica di arresto
del ritmo respiratorio primario, ai piedi, al sacro, alla testa).
- Release dei diaframmi
(rilasciamento del diaframma pelvico, respiratorio, dello stretto toracico,
dell'osso ioide).
- Liberazione del osso sacro ("ponte"
sul sacro, decompressione L5-S1).
- Release del tubo durale (allungarlo, scioglierlo,
"cullarlo" con il paziente su un fianco).
- Trattamento delle membrane verticali intracraniche (falce
del cervello e falce del
cervelletto, attraverso il frontale
- sollevamento - e i parietali - compressione
mediale per 1,30' al massimo, sollevamento cefalico - ).
- Trattamento della membrana orizzontale intracranica (tentorio
del cervelletto attraverso lo sfenoide - compressione posteriore
per massimo 2 minuti e decompressione anteriore - e i temporali - "tirata
delle orecchie" - ).
- Release dell'articolaz. temporo-mandibolare
(compressione, decompressione, sollevamento).
- V-Spread (focalizzazione dell'energia
in un punto di blocco del sistema).
- Still point finale (compressione del quarto
ventricolo, manovra detta "CV4").
LE PRINCIPALI INDICAZIONI TERAPEUTICHE
Le indicazioni terapeutiche della terapia craniosacrale sono molteplici,
le principali sono:1) esiti di incidenti e
traumi fisici, 2) condizioni dolorose acute
e croniche dell'apparato osteoarticolare,
3) problematiche posturali, 4) Disturbi dell'articolazione
temporo-mandibolare, 5) vertigini
e acufeni, 6) disturbi nell'apprendimento,
ipercinesia, 7) problemi endocrini e psicosomatici,
8) cefalee ed emicranie,
9) stress in genere, 10) sostegno al trattamento
di ortodonzia.
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