Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 56

"La luce dei cristalli"


L'utilizzo dei cristalli a scopo terapeutico appartiene ad una antica conoscenza sapienzale umana, sfruttata da molti popoli in tutto il mondo (cultura Maya, popolazioni celtiche, tradizioni mesopotamiche ed egizie, nativi americani, aborigeni australiani, cultura indiana e tibetana, ecc...). In occidente le virtù curative dei cristalli sono tornate in auge grazie al movimento di pensiero della New Age.
I cristalli sono dei catalizzatori di energia ed agiscono secondo i principi della medicina quantica, basata sul fenomeno di risonanza delle vibrazioni energetiche (ved. incontro n° 50).
Prima di utilizzare un cristallo è generalmente consigliabile eseguirne la cosiddetta "purificazione", i cui metodi possono essere vari: passando il cristallo per qualche minuto sotto acqua corrente (meglio se di un ruscello), tenendolo qualche ora o tutto il giorno in acqua e sale, seppellendolo sotto terra o in un recipiente con argilla verde per un giorno intero o per tre giorni a partire dal terzo giorno antecedente la Luna Nuova, o infine mediante l'esposizione alla luce solare o lunare, a seconda della risonanza specifica della gemma da purificare.



Il cristallo curativo per eccellenza è il quarzo ialino (o cristallo di rocca), pietra semipreziosa la cui trasparenza e le forme evocative che si trovano in natura (quarzi terminati, biterminati, famiglie ecc...) rimandano al processo di evoluzione dell'essere umano: colui che sceglie di seguire un cammino di conoscenza e realizzazione, infatti, evolve dalla sua natura animale grezza a una dimensione spirituale superiore, le fasi di questa evoluzione sono simboleggiate dalla graduale scomparsa delle impurità presenti alla base di ogni cristallo (laddove era ancorato alla roccia) mano a mano che ci si avvicina alla punta, che a sua volta rappresenta il ritorno all'Unità.
Il quarzo ialino, in virtù delle sue proprietà di trasparenza e risonanza, può essere "programmato", può cioè ricevere le immagini mentali di uno scopo che vogliano ottenere (guarigione di una malattia, di una relazione, di una situazione familiare, ecc...) grazie ad una accurata focalizzazione del nostro intento all'interno della forma cristallina. Se utilizzato in questo modo è importante ricordarsi di ringraziare l'essenza spirituale della gemma che ci aiuterà nel nostro intento.

PRINCIPALI MODALITA' DI UTILIZZO

  • In meditazione collocandoli davanti a sé ed entrandoci in risonanza, oppure visualizzandoli di fronte al terzo occhio.
  • Portandoli con sé in tasca o in borsa, oppure appesi al collo, oppure indossati sotto forma di braccialetti o anelli curativi.
  • Posizionandoli con un pezzetto di cerotto sulla zona corrispondente al chakra su cui vogliamo agire (questo vale per le pietre di piccole dimensioni e per alcune collocazioni quali per lo più ventre, ombelico, plesso solare)
  • Sui chakra, da sdraiati (come nell'ambito di vere e proprie sedute di cristalloterapia).
  • In sedute terapeutiche o meditative creando delle figure spaziali secondo leggi di geometria sacra; all'interno di queste architetture è possibile stare sdraiati o seduti.
  • In abbinamento a specifiche frequenze cromatiche proiettate sull'organismo (come nel Lettino Psicotronico di Vogel).
  • Con assunzione orale mediante gli "elisir" a base idroalcolica presenti in commercio (oppure bevendo al mattino un bicchiere d'acqua in cui il cristallo sia rimasto immerso tutta una notte).
  • In preparati di crema base che abbiano assorbito la vibrazione della pietra scelta. Tali creme acquisiscono le potenzialità terapeutiche delle gemme e possono essere utilizzate sulla pelle (ed es. per problematiche dermatologiche o in corrispondenza delle zone riflesse di organi interni)
  • Metodiche creative ed originali (ad es. produzione di suoni puri da coppe di cristallo ialino, filtri solari, pendoli, ecc...)

La scelta del cristallo personale, da utilizzare fino a che sentiamo intuitivamente di averne bisogno, può avvenire in molti modi:1) secondo la natura del disturbo eventuale che vogliamo trattare (fisico e/o psichico) e dunque in base alle indicazioni tradizionali delle gemme; 2) in maniera intuitiva avendo disposizione davanti a sé cristalli di varie specie diverse; 3) attraverso metodiche di biorisonanza (dal pendolino al biotensor, al test kinesiologico o anche con apparecchiature biomediche quali il Vega test, l'E.A.V, ecc..).

"Cristalli - Gocce di Luce Colorata"
Laura Tuan
(Lo Scarabeo Edizioni)

"La Luce dei Cristalli"
Katrina Raphaell
(Verdechiaro Edizioni)

"Cristallopoli Vol.1"
Marco Dini Sin
(Metamorfosi Edizioni)

 

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