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Conferenze Online del Progetto Raphael
INCONTRO
n° 62
| "L'essenza
della meditazione" |
La meditazione è una disciplina interiore che
ha la funzione di collegarci con aspetti della realtà
che sfuggono allo stato di coscienza ordinario;
il fine ultimo è certamente quello di ricongiunzione
con il Sé (la propria monade o scintilla divina), superando
le illusioni della realtà apparente dei sensi, fino ad arrivare
ad uno stato di completa immanenza-trascendenza definito nella tradizione
come illuminazione.
Al di là delle finalità più spirituali la pratica
meditativa aiuta - in ogni caso - a sviluppare maggiore
equilibrio interiore, calma e rilassatezza.
Gli stessi aspetti pratici della meditazione possono presentare grandi
differenze tra loro (seconda la cultura da cui essa trae origine), ma
è possibile affermare che non esista popolo che non conosca o non
abbia conosciuto una qualche forma di meditazione.

La meditazione ha diverse caratteristiche possibili, vediamole alcune
assieme:
- statica o dinamica;
la prima definizione è quella della meditazione più tradizionale,
dove vige l'assoluta immobilità, mentre la seconda è
propria, ad esempio, delle meditazioni insegnate
dal maestro indiano Osho (anche se è vero che le meditazioni
dinamiche - per lo più catartiche - con scuotimenti, urla, danza
spontanea, ed altro, spesso sono solo la preparazione alla meditazione
finale vera e propria, realizzata nell'immobilità e in
completo vuoto mentale).
- con oggetto o senza oggetto; nel primo caso si mantiene
la concentrazione su qualcosa di specifico (ad es. un punto, o la fiamma
di una candela), mentre nel secondo l'attenzione è assente, non
focalizzata.
- occidentale o orientale; la prima è quella
praticata, ad es., dai monaci cristiani oppure dagli adepti di società
iniziatiche occidentali (in questo caso si effettua a sedere su di una
sedia con le mani sulle ginocchia, posizione detta "del faraone")
mentre la seconda è quella per lo più di matrice indiana
(accompagnata sovente da mantra e yantra) o estremo orientale (la più
famosa è quella in posizione seizan - sulle
ginocchia - tipica dello zen ed adottata anche nelle arti marziali giapponesi).
Probabilmente la differenza fondamentale sta nella diversa concezione
dell'anatomia energetica umana e del movimento dell'energia
lungo i canali.
Al di là di qualsiasi apparente differenza vi è sempre
comunque un aspetto che accomuna le varie pratiche: la necessità
di imparare ad essere pienamente nel momento presente,
il cosiddetto "qui ed ora" (hic et nunc dei
latini), che non a caso è un fondamentale presupposto per vivere
pienamente la propria Vita ed evitare di "essere vissuti".
La meditazione è sì un'eccellente disciplina interiore
lungo il sentiero della crescita personale (non a caso Osho l'ha
definita "la prima e l'ultima libertà
"), ma al tempo stesso può essere una valida
forma di terapia.
Ricerche cliniche hanno dimostrato che, in termini fisiologici,
la meditazione ha un effetto calmante sul sistema
nervoso umano, rallenta il ritmo cardiaco e respiratorio, abbassa la pressione
del sangue e rallenta il metabolismo, gli studi sperimentali condotti
dal dott. Federico Nitamo Montecucco (creatore del modello Cyber7)
hanno dimostrato un'incredibile sincronizzazione dei due emisferi
cerebrali durante la pratica.
Utilizzata da sola o insieme ad altre terapie si è rivelata efficace
nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi da
stress, nelle fobie, nella tensione nervosa, nel trattamento della pressione
alta e negli stati ansiosi. Rispondono molto bene anche mal
di testa, dolori cronici e disturbi del sonno; talvolta viene impiegata
persino nella cura dell'alcolismo e delle tossicodipendenze.
Praticata in gruppo, sotto la guida di un conduttore
esperto, acquista una ulteriore potenzialità terapeutica poiché
le energie di più persone assieme risultano incrementate in modo
esponenziale (effetto detto di sinergia, in cui l'energia di
un sistema risulta molto maggiore della semplice somma delle energie individuali).
Per approfondire www.marcostefanelli.com/subliminale/medita.htm
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