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Conferenze Online del Progetto Raphael
INCONTRO
n° 71
| "Reincarnazione
e vite passate" |
Il concetto della reincarnazione nasce spontaneamente
dall'osservazione della Natura, dove
tutto nasce, si sviluppa e muore... per rinascere nuovamente (le piante,
i fiori, i frutti, le specie animali, le stagioni, ecc...) e si ricollega
ad un'idea di palingenesi universale (cioè
della morte e della rinascita dell'universo stesso). Nelle antiche
religioni misteriche tale credenza era molto radicata e venivano
usate le similitudini allegoriche dei semi di grano
o della muta del serpente per indicare il processo
di rinascita, intesa soprattutto in termini esoterici ed iniziatici.
La reincarnazione (conosciuta anche come metempsicosi o trasmigrazione
dell'anima) è da sempre parte integrante delle principali religioni
orientali, ma veniva contemplata anche dagli egizi, dai
celti, da alcuni romani, da varie tribù
germaniche, dai greci, dagli esseni,
dai primi cristiani, dai nativi americani.
Ciò che trasmigra da un corpo ad un altro è l'anima,
la componente psichica eterna dell'essere umano
(memoria esperenziale di tutte le vite passate), mentre lo Spirito
(il Vero Sé essenziale, la Monade Divina)
non solo non si incarna ma è anche completamente distaccato dalla
dimensione emozionale, egoica e personalistica dell'essere.
Il Prof. Ian Stevenson (parapsicologo,
docente di Psichiatria all'Università della Virginia)
ha condotto per oltre trent'anni ricerche sulla reincarnazione,
esaminando migliaia di casi in America, Asia meridionale, Libano, Turchia,
Africa ed Europa. I casi più significativi sono stati quelli di
bambini che affermavano
di essere uomini morti in un recente passato, e per i quali Stevenson
ha potuto verificare dettagli estremamente precisi e particolarmente intimi
dei loro racconti, che sono stati confermati rintracciando ed intervistando
le vedove.
In genere tali ricordi vengono espressi dai bambini verso l'età
di 3 anni ed attorno ai 7 anni cominciano
a sbiadirsi (dato confermato anche dalle ricerche condotte dal Prof. Haraldsson
e la Dott.ssa Satwat Pasricha).

Chiaramente ogni tradizione ha della reincarnazione una concezione differente
(da notare che anche nel Cristianesimo delle origini
- di derivazione essena - la dottrina reincarnativa era largamente accettata,
fino a che nel 325 d.C. il Concilio di Nicea, convocato dall'Imperatore
Costantino per definire l'ortodossia cristiana, la giudicò eretica),
di seguito esponiamo una sintesi delle nostra concezione
che deriva dalle nostre esperienze personali dirette e indirette.
- La reincarnazione e le vite passate (esperite, ad
esempio, mediante sedute di regressione) sono una realtà
e non una mera congettura mentale con cui l'individuo
cerca di integrare simbolicamente dei vissuti psichici traumatici o
altro.
- E' possibile ricordarsi le vite passate
spontaneamente. In generale questo avviene quando il processo
evolutivo dell'individuo è abbastanza avanzato e la sua
connessione con la dimensione animica è forte e sufficientemente
stabile.
- Il senso della reincarnazione risiede nell'esperienza
stessa dello svolgersi di una vita e in ciò che l'anima
vi apprende, infatti, attraverso ruoli molto diversi tra loro, un individuo
vive la completezza delle emozioni e delle situazioni umane possibili.
- Le anime si reincarnano in gruppo (a "cluster"
à grappoli), in pratica le persone che in una vita hanno interagito
attraverso legami materiali, familiari, affettivi, di amicizia o di
inimicizia, si ritroveranno assieme nelle vite successive
sebbene con ruoli differenti (un avversario di lunga data può
anche reincarnarsi come madre del soggetto che aveva avversato, al fine
di comprendere la compassione).
- La reincarnazione procede secondo una logica evolutiva filogenetica,
cioè ci si incarna prima in regni "inferiori" (come
piante e animali) e poi in regni "superiori" (come uomini
ed entità spirituali). Dunque un animale domestico evoluto potrà
raggiungere la condizione umana in una delle sue vite successive, ma
un essere umano non si reincarnerà indiscriminatamente in una
mucca, in un insetto, oppure in un albero (tranne alcune eccezioni possibili).
- Il karma regola e gestisce le esperienze reincarnative
secondo il principio (valido anche in fisica) di "azione
e reazione", per cui ad ogni azione esercitata verso gli
altri corrisponderà una reazione equivalente dagli altri verso
di noi. Nel concetto di karma non vi è alcun giudizio,
solo una legge metafisica in azione (d'altronde se do un cazzotto
ad un muro e mi faccio male alla mano non posso certo dire che "il
muro mi ha punito" ma semplicemente che mi ha restituito l'energia
cinetica che io gli ho riversato contro...).
- Grazie al concetto di reincarnazione è possibile accettare
situazioni di vita negative o gravi torti subiti, in quanto per
la legge karmica è molto probabile che in precedenza
noi stessi abbiamo fatto subire quegli stessi torti a qualcun altro.
- Il processo di reincarnazione ha termine quando l'anima (in
pratica una proiezione sui piani esteriori ed inferiori della monade
divina) riacquisisce piena consapevolezza della sua unità
con l'Assoluto e viene così in Esso reintegrata
completamente.
- La reincarnazione non avviene solo su questo pianeta ma anche in
altre parti del Cosmo come pure su livelli dimensionali differenti.
- E' possibile superare il karma (in
pratica il "piano del destino") entrando
in diretta risonanza con le dimensioni superiori e trascendendo la dimensione
emotiva ed affettiva umana. Lo si fa acquisendo una comprensione olistica
e sovrapersonale di ogni avvenimento. In tal caso si entra nel Piano
della Provvidenza ed in un tale piano è possibile "cambiare
le proprie stelle" in quanto siamo meravigliosamente
accordati all'armonia universale in un modo perfetto e la vita
è completamente sincronica.
Nella nostra epoca il concetto di reincarnazione è ritornato in
auge con gli insegnamenti della Società Teosofica
(fondata a New York nel 1875 dalla nobildonna e mistica russa Helena
Blavatsky, unendo concezioni orientali - del Buddhismo e dell'Induismo
- ed occidentali - tradizione Pitagorica e Neoplatonica). Secondo la Teosofia
(ved. incontro n° 157) ogni individuo, prima di porre fine all'esistenza nel samsara
(ciclo della morte e rinascita), deve incarnarsi in ciascuna delle sette
sotto-razze delle setti grandi razze madri dell'umanità (la
quarta razza madre è stata quella atlantidea, mentre noi
oggi apparteniamo alla quinta razza madre ariana, ed
in particolare alla sua quinta sotto-razza teutone).
Secondo un'ottica analoga, l'astrologia esoterica stabilisce
che ogni individuo debba incarnarsi in ciascuno dei 12 segni zodiacali
e fare esperienza dei 12 sotto aspetti di ciascun segno,
per un totale di almeno 144 incarnazioni. Tale
numero è chiaramente simbolico, ma merita attenzione il concetto
che l'essere deve arrivare a vivere coscientemente tutte le esperienze
possibili, da cui si può dedurre che un'attenzione
interna a tutti gli avvenimenti esteriori con cui entriamo in contatto
può aiutarci ad accorciare il nostro ciclo reincarnativo.
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