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La bellezza della dieta Per diversi anni mi sono interessata di alimentazione
partecipando a vari corsi e ho potuto vedere che le diete da sole non
funzionano se non sono accompagnate da un lavoro di crescita personale.
Per cominciare la persona deve iniziare ad accettare i suoi chili di
troppo, perché non piacersi e denigrarsi porta solo a peggiorare
la situazione. Se ci rivolgiamo al campo dell’alimentazione
classica è inevitabile sentir parlare di diete, calorie, rinunce,
quantità, ma mai di una trasformazione di consapevolezza
da parte dell’individuo, come se il corpo fosse solamente una
macchina e non si dovesse tener conto delle emozioni, della psiche,
della mente.
Il dimagrimento deve essere visto come un cammino
evolutivo di crescita interiore che deve portare la persona a capire
che il grasso non è dovuto al cibo in sé, ma al rapporto
sbagliato che si ha con esso; si utilizzano frequentemente determinati
alimenti per “colmare un vuoto”, “inghiottire un boccone
amaro", riempire un senso di solitudine…. 1) non riconosce il termine NO
– infatti se voi pensate non voglio mangiare: il cervello riconosce
la parola mangiare e da qui la sensazione ossessiva di cibo (vai alla
conferenza schemi di
pensiero); Ecco che quindi come primo aspetto è
importante portare l’attenzione sui nostri pensieri,
se il cibo diventa un tarlo ossessivo provate ad uscire, oppure a cantare,
ascoltare della musica o meglio ancora portate l’attenzione sul
respiro, sull’aria che entra dal naso ed esce dalla bocca. Esistono anche dei seminari
molto interessanti che offrono un’ottima base di lavoro attraverso
la trasmissione di elementi utili per arrivare a conoscere i propri
meccanismi di difesa e di funzionamento. Per approfondire "Il rapporto mente-cibo" Michele Riefoli - Armando Editore
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