| 

Il Celtismo, detto anche Druidismo è una religione politeista fondata sulla preservazione e armonia con la natura, l'essere umano non è superiore al resto del mondo o agli altri esseri viventi, ma fa parte di esso. Inoltre era una religione fondata sulla fede nell'immortalità dell'anima che nel momento del trapasso, entrava di nuovo nel corpo di un neonato. Non esisteva il concetto di peccato, perché per loro ciò che era essenziale restava il rispetto delle tradizioni e dei costumi tribali.
La Madre Terra era vista come la personificazione della realtà materiale che si manifestava attraverso la triplice Dea, inoltre venivano venerati molti spiriti e divinità della natura (Cernunnos - Dio Cervo; Morrigan - Dea della guerra; il Piccolo-popolo; Lúg - Dio della luce e di tutte le arti …). Tra i celti le Dee erano spesso percepite sotto forma di corsi d’acqua, infatti la Dea Terra di un territorio veniva vista non nel terreno, ma nel fiume che lo bagnava. Molte di queste Dee erano considerate divinità guaritrici, nei luoghi ad esse consacrati venivano portati oggetti per chiedere di guarire da qualche malattia o di restare in salute. Inoltre le Dee celtiche dell’acqua erano considerate anche spiriti dell’ispirazione e della profezia, simili alle muse greche.

La casta sacerdotale aveva il compito di comunicare con l’oltretomba ed i celti si affidavano a loro per le decisioni importanti e per ricevere indicazioni; sapevano quali sacrifici erano necessari per mantenere l’equilibrio fra il mondo degli Dei e quello degli umani. Erano sciamani, guaritori, conoscevano le proprietà delle erbe. Insegnavano che la terra è un’entità vivente, consapevole e che reagisce al comportamento umano. La tribù doveva inchinarsi con reverenza alla Madre Terra, la quale si manifestava sottoforma di una Dea, che aveva un consorte: un Dio che incarnava le varie caratteristiche della tribù ed era il tramite fra la sfera umana e quella ultraterrena. Un Re Sacro guidava la popolazione, il quale doveva incarnare coraggio, generosità e pietà.
Il sacerdozio maschile era suddiviso in tre fasi a cui si accedeva attraverso delle iniziazioni:
Bardo - Sacerdote di primo grado, deteneva conoscenze basilari sulla mitologia e sulla filosofia druidica.
Ovate - Sacerdote di secondo grado, iniziato ai sacri misteri, si ritenesse avesse la capacità della profezia.
Druido - Sacerdote di terzo grado incarnava un polo di elevata saggezza ed era in grado di insegnare ad altri le proprie conoscenze.
Esisteva anche il sacerdozio femminile, infatti presso i celti la donna era molto rispettata e quindi anche loro potevano farne parte, venivano chiamate sacerdotesse; prendevano parte ai riti dedicati alla Dea, alla fertilità, ed al culto della morte. Le loro competenze andavano dalla cura alla premonizione, al rito propiziatorio al sacrificio per ingraziare la Dea Madre. Raccoglievano, seccavano, estraevano i principi vitali dalle erbe e per questo erano considerate creature soprannaturali degne del massimo rispetto.

Una Dea molto importante presso i celti era Brigit (Dea solare), la quale vigilava sui bardi aprendo la comunicazione fra il mondo dei vivi ed il mondo dei morti, inoltre era patrona dei fabbri i quali fabbricavano le armi per i guerrieri; e poi era colei che conosceva l’arte della guarigione ed il potere terapeutico delle piante. A lei era associato il fuoco (fuoco del focolare domestico e della fucina), un falò ardeva in suo onore vigilato da delle vestali, solo le donne potevano entrare nel recinto in cui ardeva il fuoco. La sua figura era associata a piante ed animali. Patrona dei fabbri, degli artigiani, del focolare, della filatura e della tessitura, della poesia e della medicina, non che della divinazione. Sacri alla Dea Brigit erano la ruota del filatoio, la coppa e lo specchio. Lo specchio era lo strumento di divinazione e simboleggiava l'immagine dell’Altro Mondo cui hanno accesso eroi e iniziati. La ruota del filatoio era il centro ruotante del cosmo, il volgere della Ruota dell'anno e anche la ruota che fila i fili delle nostre vite. La coppa simboleggiava il grembo della Dea da cui tutto a origine.
Presso i celti, l'unione sessuale rivestiva un ruolo importante, ritenevano che attraverso il rapporto sessuale si sprigionasse una forte energia mistica, e questo grazie all’unione del Dio e della Dea: il principio maschile e femminile. I celti erano una società matriarcale, la figura della Dea Madre era talmente importante che un guerriero non poteva diventare re se non sposando una donna che rappresentasse la Dea stessa, conferendogli dunque il potere sulla Terra e sugli uomini.
Per i celti il tempo era ciclico - le ore si susseguivano per ritornare a quella originaria, le giornate non iniziavano all'alba ma partivano dalla notte, le stagioni scandivano i ritmi della vita e della morte e quest’ultima era vissuta come un nuovo inizio. Nei cicli della natura si trovava l'aspetto divino, che permeava l'intera vita dei Celti. Le feste celtiche erano proprio le occasioni in cui il mondo degli uomini entrava in connessione con quello degli Dei. L'anno celtico consisteva di 13 mesi ovvero 12 come i nostri attuali più un mese di 3 giorni alla fine di ottobre che collegava l'anno vecchio al nuovo. I nomi gaelici delle quattro stagioni risalgono ad epoche pre-cristiane: Earrach - Primavera, Samhradh - estate, Foghara - Autunno, e Geamhradh - Inverno. Alcune feste celtiche celebravano i momenti dell'anno in cui il mondo terreno e il mondo degli Dei si sovrapponevano.
Il calendario celtico era regolato sia dal ciclo solare che da quello lunare. Il ciclo solare scandiva l'anno in due fasi, segnate dalla festa di Samain e di Beltane ed erano festività legate al fuoco. Nella festa di Samain, il 1 novembre, ha inizio la parte oscura dell'anno, in tale occasione le porte degli inferi si aprivano e gli spiriti dei morti tornavano a vagare nel mondo terreno. Il 1 maggio incominciava invece la parte luminosa dell'anno, con la festa di Beltane che significava "fuoco di Bel". Il 1 agosto era la festa di Lugnasad in cui si festeggiava la mietitura e il nuovo raccolto, celebrando la fertilità della terra, dedicato al Dio Lúg. Il 1 febbraio si celebrava la festa di Imbolc che era una festa di purificazione e rinascita, in cui si celebrava la Dea Madre e si festeggiava la nascita degli agnelli, durante questa celebrazione il latte veniva versato sulla terra a simboleggiare la fertilità.
Oltre al sole veniva venerata anche la Luna, quest’ultima influiva su innumerevoli attività:
- Luna crescente crescita, inizio di nuovi progetti
- Luna calante purificazione, allontanamento di ciò che era indesiderato
Il Sole e la Luna con i loro movimenti ciclici furono fondamentali dal punto di vista della divisione del tempo; la Luna permetteva di dividere il tempo in settimane e mesi, mentre al Sole spettava il compito di scandire l’anno. Tali celebrazioni erano fondamentali per essere in accordo e sintonia con i cicli della natura, e mantenere la prosperità della tribù.
Nella tradizione celtica si hanno dei simboli molto importanti, fra cui:

Il Triskell ha il potere del numero Tre e possiede innumerevoli significati:
- Triplice Manifestazione del Dio Unico (Forza, Saggezza e Amore) e le tre classi della società celtica che incarnavano tali energie (Guerrieri, Druidi e Produttori).
- I Tre Cerchi della manifestazione: Ceugant - il Mondo dell'Assoluto; Gwynwydd - il Mondo Spirituale dell'Aldilà e Abred - il Mondo Umano o della Prova.
- Il simbolo dei tre aspetti del mondo materiale: la Terra (cinghiale), l'Acqua (Salmone) e il Cielo (Drago) che con il loro movimento si riuniscono tutti nel quarto elemento, il Fuoco, simboleggiato dal cerchio che racchiude il Triskell.
- Il Passato, il Presente e il Futuro riuniti al centro in un unico Ciclo chiamato Continuo Infinito Presente, in cui tutto esiste allo stesso momento. Ecco perché, nella festa celtica di Samhain del 1 novembre gli uomini potevano incontrare non solo i loro antenati defunti, ma anche i loro discendenti ancora a venire.
- Le tre fasi solari nella giornata: alba, mezzogiorno, tramonto.
- La Dea nei suoi tre aspetti di Vergine-Madre-Vecchia / Figlia-Madre-Sorella.
- La triplice manifestazione dell'uomo: corpo, emozioni – sentimenti - pensieri e Spirito, ma anche Azione, Sentimento, Pensiero e le tre età dell'esistenza infanzia, maturità, vecchiaia.
- La triplice manifestazione della Dea Brigit come custode e dispensatrice del Fuoco Sacro e protettrice dei poeti, dei fabbri e dei guaritori.
- Il simbolo della trinità femminile della battaglia Morrigan-Macha-Boadb e di quella maschile Ogma-Lugh-Dagda.
Anche il senso di rotazione del simbolo assume un diverso significato: se, a partire dal centro del simbolo, le tre spirali si avvolgono su se stesse da destra verso sinistra viene rappresentato il turbinare delle energie dall'interno verso l'esterno, ovvero la manifestazione; se invece si sviluppano da sinistra verso destra si simboleggia la discesa negli inferi.

La croce celtica assume oltre al significato solare anche un significato di collegamento tra il mondo terreno e il mondo celeste. Infatti l’asse orizzontale rappresenta il mondo terreno mentre quello verticale il mondo celeste. Inoltre il simbolismo è doppio in quanto il cerchio è tradizionalmente un simbolo di divinità mentre la croce un simbolo di materialità. Le croci celtiche venivano scolpite nella pietra e conficcate nella terra creando quindi un asse simbolico terra cielo così come i menhirs preistorici.
I celti sceglievano con cura i luoghi per le loro cerimonie, i riti e le riunioni svolte in questi siti li rendevano centri di potere, che restavano attivi grazie a tutte le energie che vi venivano investite e di rimando questi luoghi emanavano forti vibrazioni che sostenevano i sacerdoti ed i presenti nelle loro cerimonie. In tutti i siti era presente un palo, o un albero particolare che stava a simboleggiare l’Albero del Mondo (Bilios) il quale con la sua maestosità creava il legame fra il mondo terreno e quello dell’Oltretomba. I due lati dell’albero simboleggiavano energie diverse – la parte settentrionale rappresentava le attività coscienti (giorno, tribù, il Dio, i vivi) mentre la metà meridionale simboleggiava i processi inconsci (notte, inverno, Dea, terra, morti).
Il rituale del falò era una delle celebrazioni più importanti, si pensa che venisse acceso dalle donne, all’interno del fuoco venivano gettate delle offerte affinchè venissero accolte le richieste dei partecipanti e da questo grande falò venivano accese delle torce con cui si accendevano i fuochi domestici della tribù. Il falò doveva essere di forma circolare, acceso al tramonto in un punto sacro e veniva benedetto e consacrato. Generalmente vi era una persona che prendeva il nome di Tad-You che recitava preghiere sul fuoco, era l’evocazione dell’energia solare per far crescere le messi e garantire così sia un ottimo raccolto di cibo e di erbe medicali.
Ovviamente anche le quattro direzioni avevano un significato ben preciso:
- Ovest (fios) conoscenza
- Nord (cath) battaglia
- Est (blàth) abbondanza, punto in cui sorge il sole e quindi direzione a cui rivolgere le preghiere e i rituali
- Sud (séis) talento artistico, Terra, manifestazione della Dea.
Oltre alla suddivisione in due e poi in quattro, vi era anche una suddivisione verticale del mondo in tre parti:
- Cielo (Nemos) da cui origina la Luce, simbolo di chiarezza e saggezza, dimora degli Dei.
- Regno del mare (Mori) avvolge la Terra e la protegge, inoltre è in contatto con le viscere di quest’ultima. Contatto con le forze oscure, ma anche con la fertilità; dimora degli antenati.
L’uomo vivendo sulla terra era il punto di giunzione fra il basso e l’alto, era necessario che padroneggiasse le forze del cielo e della terra, ecco perché nei luoghi di potere erano presenti dei pozzi usati per le offerte da donare al mondo sotterraneo. E poi era presente un grande fuoco le cui fiamme salivano verso il cielo. Come possiamo vedere grande importanza rivestivano gli elementi visti come tramiti fra il mondo superiore ed inferiore.
Il Dio rappresentava la volontà attiva che si manifestava attraverso il tempo, mentre la Dea rappresentava la continuità dell’esperienza.
Presso la cultura celtica il numero 9 era sacro in quanto rappresentava un multiplo del 3 (simbolo del dinamismo e della completezza), le triple triadi manifestavano le leggi dell’Altromondo nel mondo materiale. Vi era una cerimonia probabilmente usata per le divinazioni matrimoniale, in cui nove ragazze soffiavano sul fuoco del calderone dell’ispirazione e queste ragazze rappresentavano la manifestazione della dea come Triade.

Il Solstizio d’inverno coincide con il momento più buio dell’anno, in cui si ha il trionfo delle tenebre, ma al tempo stesso si assiste alla sua sconfitta attraverso la Luce. Nonostante l’uomo sia consapevole che ci saranno altri mesi di buio, l’attenzione volge verso il ritorno della Luce e la cerimonia permetteva di portare il seme della luce nell’utero del buio. In alcune popolazioni, durante questi rituali venivano fatti dei sacrifici, in quanto credevano che il sangue rafforzasse l’energia del sole, quindi per sconfiggere le tenebre era necessario nutrire questo astro, associavano il sangue al calore del sole stesso.
|