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La danza orientale nasce per fini rituali-religiosi nel periodo pre-Islamico, come riti legati alla figura della Dea Madre, durante la quale venivano intonate preghiere ed invocata la fertilità della terra e delle donne. Queste danze rituali si svolgevano durante cerimonie comuni, al fine di ottenere abbondanza nei raccolti.
La dea babilonese “Ishtar” rappresentava la Grande Dea, simbolo di fertilità, d’amore e sensualità e le sacerdotesse la onoravano con le loro Danze sacre. Queste danze erano accompagnate da rituali magici, che coinvolgevano anche i fedeli attraverso il movimento del corpo, ed avevano lo scopo di far raggiungere uno stato mistico, al fine di entrare in contatto con la Divinità. Attraverso la danza si esprimevano gli eventi più importanti della vita quotidiana: la nascita, la semina , il raccolto, il matrimonio.
Nella danza del ventre molti movimenti si ispiravano al mondo animale ed alla natura, per entrare più in contatto con la Madre Terra, come ad esempio il serpente, il cammello, le onde del mare, la luna, il cerchio (uovo primordiale), movimenti che rievocavano il parto o l’atto sessuale. Nella danza della fertilità vi erano movimenti particolari dei fianchi come lo shimmy o rasha, (vibrazione del bacino).
Le schiave dell'Harem
Nel MedioEvo donne bellissime venivano acquistate al mercato degli schiavi o rapite come bottino di guerra. Tra le schiave che venivano portate nei palazzi dei sultani e ricchi mercanti, le più portate si dedicavano al canto ed al ballo. Queste fanciulle oltre che alle arti d’intrattenimento erano anche seguite da un punto di vista culturale, infatti venivano istruite nella letteratura e nelle scienze.
Le ballerine intrattenevano gli ospiti ballando e cantando, utilizzando veli, spade, anfore posizionate sulla testa, fazzoletti, ed alla fine dello spettacolo si ritiravano nell’ Harem e spesso ballavano fra di loro, creando un’intimità tutta al femminile.

Il Fuoco
Potrebbe sembrare arbitrario inserire, in un contesto femminile come la danza del ventre, il simbolo del fuoco che di solito si considera un simbolo del principio maschile, dell’autorità e della regalità che nella mitologia greca era incarnata da Apollo. Ma proprio perché il fuoco e l’acqua rappresentano gli opposti, li riconduco alla simbologia solare e a quella lunare, tra loro esiste un’unica danza armoniosa ed equilibrata.
In sintesi, sentendo la presenza dell’elemento fuoco nella danza del ventre, si ha la conferma che è un’arte molto femminile, che si nutre del dialogo dei contrari e che aspira profondamente alla completezza.
Altresì non si potrebbe arrivare alla definizione di danza femminile, che di solito si riconosce nella danza del ventre, senza il riconoscimento del principio maschile. Credo che in questa danza, che amo definire “una danza di trasformazione”, sia insita l’idea di un ritmo di opposti e perciò in essa convivono i simboli di ambedue i generi che dinamicamente si alternano.

Gran parte dell’arte interpretativa della danzatrice sta nella capacità di svelare ambedue gli aspetti come ad esempio il ritmo del tamburo nei fianchi (tamburo che ha una forma tondeggiante e femminile e produce un suono grave e maschile) e melodia del flauto nelle braccia (flauto dalla forma fallica e maschile che a sua volta produce una melodia femminile dal suono alto e fluttuante), strumenti e melodie tipiche delle danze orientali.
Nel linguaggio della danza del ventre, il simbolismo del sole attinge alla continuità della vita, alla rigenerazione, alla sessualità e alla passione non divisa dalla spiritualità del corpo. Come simbolo di fecondità, il sole, che considero simbolo primario del fuoco, ha la qualità di far nascere la vita con il suo calore ed è prima di tutto motore di rigenerazione periodica.
Significativamente nei geroglifici egizi, il fuoco appare associato all’idea della vita e della salute. Giacché brucia e consuma, il fuoco come l’acqua è simbolo di purificazione e di rigenerazione, e come in tutti i simboli archetipi, nel fuoco convive una natura doppia e ambivalente: l’aspetto creativo che con il suo calore può alimentare i nostri bisogni umani, può trasformarsi in distruttivo fino ad annientarci.
Il colore del fuoco è il rosso, che è anche il colore della vita, della passione e del sangue. Il significato sessuale del fuoco è universalmente riconosciuto e sembra collegato alla prima tecnica per ottenerlo, in pratica lo strofinamento, che è un’immagine dell’atto sessuale e della rigenerazione della vita.
Il focolare è anche un simbolo di fertilità molto antico e rappresenta il conforto e il calore che possiamo trovare a casa, simbolo della madre e della sposa.
Nell’antichità poi il sole era considerato il principio femminile divino, un dono e al tempo stesso elemento da cui si generavano le Dee. Al sole ancora è associata l’idea della danza del ventre come “danza orientale”, perché l’Oriente (Ores) è il luogo dove nasce il sole, e in questo senso è una danza dell’origine e della nascita.

Il fuoco nella danza sta dentro di noi. E’ la nostra sessualità che trova spazio nel linguaggio della danza, nei movimenti che coinvolgono in modo speciale le zone “proibite”: il petto, i fianchi, la pelvi, il ventre.
E’ la passione che scopriamo in noi e, liberandoci dei tabù, siamo libere di esprimere. E’ la forza spirituale che come il fuoco, possiamo donare senza consumarci.
Scritto
da Linda
www.myspace.com/laluneletoban
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