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Il
motivo per cui è così difficile sapere chi siamo e cosa
realmente desideriamo è che all’interno di noi albergano
molte sub-personalità che la maggior parte delle volte
sono in forte conflitto fra loro.
Quante volte ci sarà capitato di fronte ad una scelta di avere
una parte di noi che desidera una soluzione ed un’altra parte
che invece ambisce all’esatto contrario.
Non siamo “folli” semplicemente la mente umana è
complessa ed esistono innumerevoli sfaccettature della nostra personalità
che emergono in determinate situazioni e non in altre e quindi molto
spesso abbiamo delle parti di noi che neanche pensiamo lontanamente
di avere, ma che compaiono in modo improvviso ed esplosivo se si presenta
la condizione giusta.
All’interno di noi c’è il saggio,
l’aggressivo, il permaloso, l’altruista, il giocherellone,
ecc… questa lista sarebbe lunghissima e molte volte il malessere
che sentiamo interiormente nasce dal fatto di non ascoltare una parte
di noi, dal non voler udire una ‘voce’ che vorrebbe sussurrarci
qualcosa: magari un disagio, una sensazione, un’intuizione, ma
non la vogliamo ascoltare per educazione, per paura di perdere
qualcosa o qualcuno o semplicemente perché non ne siamo consapevoli.
Un passo utile verso una maggior comprensione di noi
stessi è quello di cercare di capire chi siamo, quali sono le
nostre sub-personalità più spiccate che conducono le redini
della nostra vita e quali invece sono represse e lavorano nell’ombra,
facendoci scattare furiosamente in certe situazioni, solo perché
non avendole mai ascoltate reclamano il diritto di essere riconosciute
anch’esse: quindi i sé che non onoriamo crescono dentro
di noi in modo inconscio, guadagnando potere ed autorità.

- il Sé rinnegato
è uno schema d’energia che è stato punito ogni volta
che è comparso e quindi entra a far parte della nostra porzione
d’ombra ed ecco che quando lo vediamo incarnare in altre persone
ci da fastidio e non tolleriamo quel comportamento (questa reazione
è detta - meccanismo
delle specchio). Può accadere
spesso che una sub-personalità rinnegata si manifesti attraverso
il sogno, perché lì non c’è censura da parte
della mente conscia.
Ogni sé rinnegato richiede una certa quantità d’energia
per essere mantenuto inconscio e spesso se gli aspetti repressi
sono molti, l’essere cade in depressione, oppure può accusare
mal di testa. Stanchezza e fatica spesso sono la spia che forti istinti
vengono rinnegati.
L’aspetto da tenere presente è che diventiamo vittime del
sé che abbiamo rinnegato e ne diventiamo prigionieri, la rabbia
– l’aggressività – la vendetta possono essere
campanelli d’allarme che ci sono ‘voci’ non ascoltate
che si esprimono attraverso impulsi forti.
Se dovessimo trovare un’immagine che ci permetta
di comprendere meglio ciò che ho appena scritto, possiamo immaginare
una sfera al centro che è l’ego e le sub-personalità
circoscritte in sfere intorno ad esso, che vivono i loro conflitti.
Una tecnica che permette di arrivare a conoscere e successivamente integrare
le varie personalità prende il nome di “il Dialogo
delle Voci”, in cui all’interno di un certo tipo
di lavoro viene inserita la consapevolezza, la quale senza
giudicare, osserva tutto ciò che accade, ascolta le varie parti
attive; da questo punto fermo tutto viene notato e accettato e viene
reso palese il dramma messo in gioco sia dall’ego che dalle
singole sub-personalità.
Questa modalità d’intervento si avvale di un facilitatore
(colui che in modo distaccato aiuta l’individuo in difficoltà)
e la persona che vive una problematica, la quale sarà portata
ad esprimere ed incarnare le varie ‘voci’ che in quel momento
sono in conflitto fra loro, fino a che l’Ego
consapevole non avrà un quadro completo della
situazione e quindi il soggetto in questione riuscirà ad essere
meno manipolato dalle varie sub-personalità.
Lo scopo di questo lavoro è di portare il soggetto a conoscersi
sempre più in totalità, affinchè sia in grado di
rimanere centrato, ascoltando, vagliando ciò che esse
gli dicono ma non permettendo che una di loro prenda il sopravvento.
Solo così sarà realmente padrone di se stesso e ciò
lo porterà a prendere decisioni ed a fare scelte con maggior
consapevolezza.
Ogni voce ha la sua energia, le sue caratteristiche, le sue
espressioni ed atteggiamenti corporei e nel momento in cui viene messo
in atto un dialogo delle voci la sub-personalità che parla difenderà
solo il suo punto di vista si manifesterà con tutta la sua presenza
e la spavalderia come se esistesse solo lei ed esigesse di essere ascoltata
ed assecondata, perché è in gioco la sua sopravvivenza,
ognuna protegge se stessa (non a caso se una ‘voce’
si sente attaccata, manipolata, giudicata può smettere di parlare
o attaccare il facilitatore, oppure andarsene). Attraverso questo espressione
spavalda di sè la sub-personalità cesserà di agire
in maniera inconscia e manipolativa, e sarà più facile
per l' ego consapevole riprendere il controllo dell'intera personalità.
Lo sviluppo delle nostra
personalità
Tutti noi nasciamo in condizione di estrema vulnerabilità,
in cui non abbiamo né protezione né difese, possediamo
solo un’impronta psichica ma su cui andranno a crearsi
corazze, maschere, sub-personalità in risposta all’ambiente
che ci circonda.
I nostri schemi comportamentali nascono nella nostra infanzia, in cui
determinati comportamenti vengono accettati o meno dalle figure adulte
di riferimento e da qui ci sono sé (sub-personalità) che
vengono accettati ed incitati ed altri che invece vengono ostacolati,
ma il fatto che non devono essere manifestati non significa che non
siano più presenti in noi, e quindi è necessario riconoscerli
e trovare la modalità corretta per manifestarli.
Protettore/Controllore
- (simile al Super-Io) è uno dei primi aspetti a svilupparsi
nella nostra personalità è il sé che ci protegge,
stabilisce un insieme di regole che ritiene garantiscano
la nostra sicurezza e l’accettazione da parte degli altri; decide
della nostra emotività, si assicura che il nostro comportamento
non sia sciocco e ci aiuta a mantenere il controllo sul nostro ambiente,
protegge la nostra vulnerabilità. Mentre cresciamo
il sé protettore/controllore utilizza altri nostri sé
primari per raggiungere i suoi obiettivi. Generalmente lo sviluppo
della personalità richiede che rinneghiamo i nostri sé
più sensibili mentre invece il riconoscerli è uno degli
scopi dell’evoluzione della coscienza.
Conservatore/Progressista
- è costituito da schemi d’energia che esistono dentro
di noi, l’aspetto conservatore
è collegato ai valori tradizionali: teme il cambiamento;
mentre la natura progressista ci incoraggia
a correre dei rischi, a cogliere le occasioni, ad andare verso
forme alternative di comportamento.
Attivista - aiuta ad
avere successo nella vita, è una delle voci più facile
da sentire – sprona al fare – si sviluppa molto
presto incoraggiata dai genitori, insegnanti e poi datori di lavoro.
Porta il soggetto a dover sempre produrre altrimenti si sente in colpa
e non idoneo.
Ozioso - (nemesi dell’attivista)
è la ‘voce’ che ci permette di non far niente,
ci consente di rallentare il ritmo, di godere della vita, dedicandoci
a noi stessi.
Critico - aspetto che
impedisce di trovare piacevole la vita, in quanto ci porta a spostare
sempre l’attenzione sugli aspetti negativi di ciò
che ci circonda o di ciò che viviamo, si concentra solo sui
pericoli potenziali. L’intelligenza del critico è molto
spiccata ed è molto brillante nel farci sentire insoddisfatti
di noi stessi, criticando anche chi ci circonda. Ha un profondo
senso intuitivo trova sempre i punti deboli dell’altro e lì
infierisce. In positivo ci può aiutare a vedere i nostri lati
sgradevoli e se non siamo sopraffatti dai suoi giudizi possiamo trattare
questi aspetti attraverso un ego consapevole.
Comparatore - porta
il soggetto a paragonarsi agli altri e a farlo uscire perdente
da questo confronto "gli altri sono migliori di me"
Perfezionista - energia
che porta l’individuo a dover eccellere in tutto il suo
operato, con un alto target di riuscita che lo costringe ad un
considerevole impegno e dispendio di energie.
Sè del potere
- ambizione, denaro, egoismo, spesso questi
aspetti si associano a sé primari e danno vita ad una varietà
di altre voci. Ad esempio il forte desiderio di accumulare denaro
può essere un tentativo di sedare le ansie e le paure del bambino
vulnerabile, al fine di controllare il prossimo.
Compiacente - molto
importante perché spesso per compiacere gli altri
vengono rinnegati i propri desideri e questo può portare a
sé repressi.
Bambino vulnerabile
– fa parte dei sé vulnerabili – incarna la sensibilità
e la paura e vive nel timore di essere abbandonato. Il protettore
controllore si sviluppa per proteggere il bambino vulnerabile e proprio
per questo lo seppellisce in modo che non gli venga fatto del male.
In senso positivo questa energia può aiutarci ad uscire da
un rapporto insoddisfacente o da un lavoro che non ci piace.
Bambino giocoso - adora
l’aspetto ludico della vita e facilmente può
emergere.
Bambino magico - incarna
la fantasia e l’immaginazione.

La perdita del bambino interiore è una tragedia
nel processo di “diventare adulti” perché viene a
mancare l’aspetto magico e misterioso della vita, il piacere e
l’intimità nei rapporti.
Se il bambino interiore funziona autonomamente senza protezione,
spesso può portare l’individuo a cadere nel ruolo di vittima.
Il passaggio corretto da fare è portare l’Ego Consapevole
ad assumersi il ruolo del genitore del nostro bambino, solo
così sarà possibile utilizzare nella nostra vita l’energia
del bambino interiore e fornirgli protezione nel momento del bisogno.
Il bambino vulnerabile è sintonizzato su una percezione più
energetica che mentale, ed è consapevole di tutto ciò
che accade, non viene ingannato dalle parole, la sua reazione è
modulata da ciò che riceve a livello energetico e reagisce immediatamente
se percepisce un senso d’abbandono. Il dolore di questo sé
è profondo e richiede rispetto ed empatia.
Il dialogo con questa parte può avvenire in assoluto silenzio
e per potersi manifestare occorrerà che abbia fiducia nel facilitatore
- è già stato ferito in passato e teme che ciò
si ripeta.
Sè
onnipotente - se viene rinnegata la vulnerabilità
emerge la propria onnipotenza che ci porta a sentirci superiori
agli altri. Tanto più si fa sentire questo aspetto e maggiormente
si farà sentire anche la voce ‘Spaventata’
che teme di non poter mantenere le promesse fatte o il target di quel
momento. Presunzione e sfiducia in sé sono i due lati della
stessa medaglia.
Brava mamma - fa sentire
la donna indispensabile, colei che si deve sacrificare per tutto
e per tutti, sempre disponibile, pronta ad ascoltare e coccolare,
sempre a dire si. Chiaramente un atteggiamento del genere protratto
per anni può portare la donna a diventare improvvisamente Egoista
in quanto completamente distrutta e depauperata d’energia, e
cadere nel ruolo opposto.
Madre negativa - aspetto
arido, la donna che incarna questo ruolo è colei che
pensa a sé ed è estremamente critica ed insoddisfatta,
compare per mettere equilibrio in un sistema squilibrato,
generalmente quando la donna è stata per troppi anni sotto
la cappa della ‘brava mamma’.
Bravo papà
- fermo, responsabile, affettuoso,
comprensivo, altruista, punto di riferimento per tutta la famiglia.
Chiaramente a lungo andare quest’uomo può essere sopraffatto
dal carico di responsabilità che deve sostenere.
Padre negativo - aspetto
giudicante e punitivo, mai contento sempre pronto a riprendere
il figlio o la moglie.
Padre razionale - sempre
tranquillo e padrone di sé, questo tipo d’energia
genera una forte reazione esplosiva in un bambino ribelle e arrabbiato.
E’ interessante notare quanto ci sentiamo minacciati
dalle energie rinnegate prima che le lasciamo entrare nella nostra vita,
perché temiamo che sconvolgano il nostro equilibrio e portino
al caos, invece è proprio rinnegando il “caos”
che esiste dentro ciascuno di noi che sconvolgiamo il nostro ambiente,
poiché le energie rinnegate funzionano inconsciamente e
creano un sacco di problemi – integrare queste energie arricchisce
noi e chi ci sta attorno.
Archetipi femminili repressi
Fin dall’antichità la donna è stata
incasellata in dei ruoli, additandole delle “colpe”
che hanno condizionato tutta la sua vita, come ad esempio il ruolo della
Figlia colpevole legato alla figura di Eva che fu accusata
per la sua curiosità ed il suo desiderio di scoperta. Da questa
figura biblica ecco la nascita della sub-personalità della figlia
colpevole, la quale non deve sconvolgere la collettività
e deve preoccuparsi di ciò che può pensare la gente
di lei . La donna che incarna questo ruolo può essere giudicata
da tutti e chiunque la può svergognare. E’ importante che
la donna smetta di identificarsi con queste energie che la portano a
sentirsi impotente e succube degli altri, attraverso un processo di
consapevolezza, assumendosi la responsabilità delle proprie
scelte e delle proprie azioni.
Un altro archetipo represso nell’essere femminile
è quello del Guerriero
o dell’Amazzone,
energia invece molto utile perché in certi momenti può
dare alla donna la forza per difendersi. Occorre fare attenzione
se questa sub-personalità è stata repressa per molto tempo
può portare la donna ad incarnarla con troppa identificazione,
cadendo nel polo opposto. Se questo accade non è stato fatto
un lavoro di consapevolezza ma semplicemente si è passati ad
incarnare l’aspetto più duro – da capo
branco - che però la porterà ad essere sola e
non amata.
Quindi da tutto ciò si deduce che né la vulnerabilità
né il guerriero possono essere rinnegati ma che vanno accettati
entrambi - sia gli uomini che le donne hanno bisogno anche del guerriero
per assicurarsi di non diventare le vittime delle difficoltà
della vita.
Una voce che la donna deve cercare di sviluppare è
il Sé
impersonale che la può portare ad essere obiettiva,
distaccata ed avere una visione globale della situazione, questo
aspetto le può essere veramente d’aiuto quando è
in balia della sua emotività. Con questo sé può
pianificare la gestione delle situazioni difficili, valutandole e suggerendole
il miglior piano d’azione.
E' fondamentale, infine, cercare di sviluppare e contattare
anche il Sé
spirituale che permette di disidentificarci dall’Avere
e dirigerci verso l’Essere, al fine di attingere ad altri
tipi di energie che sono dentro di noi e possono svelarci altre risposte
più in accordo con il nostro piano divino. Queste energie più
sottili possono arrivarci sotto forma di archetipi ( come un
saggio – un mago - un alchimista - una sacerdotessa…), ci
sono - infatti - sfere di conoscenza raggiungibili solo con la nostra
parte intuitiva, perchè costituite da mondi totalmente
energetici e che quindi la mente razionale da sola non sarà mai
in grado di contattare.
Conclusioni
Per concludere è importante notare come nell’antichità
venivano venerati ed onorati tutti gli dei e le dee, perché
altrimenti si adiravano: noi dovremmo attuare lo stesso processo all’interno
di noi, amando ed accettando ogni nostro aspetto – perché
solo così è possibile controllarlo e trasformarlo. L’uomo
poggia i piedi a terra e le sue braccia e la sua testa sono rivolte
al cielo, questo significa che l’essere umano durante il corso
della sua vita è chiamato a cercare di fare il collegamento con
i suoi piani istintuali e la sua parte spirituale, al fine di ritrovare
la completezza che lo caratterizza - tornando così ad essere
un ponte tra terra e cielo, ma perchè ciò avvenga dobbiamo
essere consapevoli di tutte le sub-personalità che agiscono all'interno
di noi, arrivando a controllarle attraverso un Ego consapevole.
Per approfondire "Il
dialogo delle voci - conoscere ed integrare i nostri sè
nascosti-
di Hal e Sidra Stone Ed. Amrita
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