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** Sintesi del libro **
TIPO QUATTRO: IL ROMANTICO-TRAGICO
I Quattro hanno vissuto da bambini un’esperienza di abbandono, e di conseguenza soffrono di un senso di perdita e di mancanza. Sono il prototipo del romantico che resta legato all’amore perduto, all’amore impossibile, all’amore perennemente atteso e a un’idea di felicità che solo l’amore potrà portare. La depressione è un umore frequente, l’hanno conosciuta ma parlano anche di un umore chiamano malinconia, uno stato d’animo molto attraente che sembrerebbe il rifugio emotivo alla perdita e al dolore. La malinconia genera un’atmosfera di dolce rimpianto. Il sentimento centrale è quello della perdita, con la conseguente diminuzione dell’autostima. Provano un’attrazione coatta per l’irraggiungibile. Quando inizia a profilarsi una situazione reale, l’attenzione andrà ai suoi lati manchevoli: i Romantici tendono a sabotare ciò che hanno.
I Quattro dicono che gli alti e bassi della loro vita emotiva portano a un’intensità molto superiore a quella della felicità ordinaria. La malinconia è uno stato d’animo che innalza un perdente abbandonato alla posizione di un personaggio dotato di sensibilità unica e straordinaria.
Le loro preoccupazioni comprendono: attrazione per il lontano e l’irraggiungibile, attaccamento all’umore malinconico.
Spesso è presente un senso di rabbia per essere stati deprivati, di ira nei confronti del genitore causa del dolore. Il Quattro è il tipo dell’artista. Oscillano dalla depressone all’iperattività.
Se non c’è un rapporto di coppia in atto, tutta l’immaginazione va all’incontro futuro, se invece c’è già un rapporto, il Quattro sente di doversi allontanare per assaporare la fantasia della riunione. Se l’intimità diventa tale da far paura, il compagno viene allontanato e ciò giustifica il ripiego nell’abituale gusto della separazione.
I Quattro evoluti desiderano l’intensità del rapporto, sono predisposti ad aiutare una persona in crisi, sanno che le persone cambiano nel tempo e lasciano che un rapporto attraversi le sue fasi naturali, sono disponibili a ricominciare tutto daccapo e sanno come seppellire le cose negative del passato.
I Quattro ignorano le piccole autorità, ma hanno rispetto per le grandi; pensano che le regole normali non siano fatte per loro.
Scarsa autostima e spesso ricorrono ad un’immagine drammatizzata di sé per compensarla. La manifestazione patologica della preoccupazione estetica per la propria immagine è l’anoressia che rappresenta lo sforzo di costringere il corpo a conformarsi a modelli elitari.
Amano il brivido della trasgressione, essere eccentrici e complicati per meritarsi un trattamento speciale.
Sono capaci di aiutare persone in crisi o sofferenti e questo li aiuta a distogliere l’attenzione dai propri bisogni.
Hanno spesso due lavori: quello che li dà da mangiare e quello da artista.
Vivono raramente nel presente.
Il compito intuitivo dei Quattro che credono di avvertire con precisione i sentimenti degli altri è imparare a riconoscere la differenza tra una proiezione, basata sulla paura nevrotica di abbandono, e la vera sintonia.
Fattori di crescita: capire che il periodo di lutto ha termine, vedere come il vittimismo viene alimentato rifiutando ciò che è facile da ottenere.
TIPO CINQUE: L’OSSERVATORE
L’io dell’Osservatore è come un castello, un’alta e impenetrabile struttura con minuscole finestre in cima. Sono persone molto riservate, amano vivere in luoghi nascosti lontani dalla tensione emotiva.
I Cinque, da bambini, si sono sentiti invasi. Hanno sviluppato la strategia difensiva del ritiro, riducendo al minimo i contatti e semplificando al massimo i bisogni, nello sforzo continuo di proteggere il proprio spazio privato per mantenere la distanza di sicurezza. Il mondo esterno è sentito come invadente e pericoloso.
I Cinque preferiscono non farsi coinvolgere. I rapporti economici sono pericolosi, gli obblighi sono coercitivi, l’ira e la competitività vanno controllate e gli attaccamenti emotivi sono logoranti.
Distanza di sicurezza significa non farsi coinvolgere a meno che gli affetti diano garanzie di indipendenza. Sono persone indipendenti. Quando nasce il desiderio di contatto, si accorgono della difficoltà di andare verso gli altri e di quanto spesso rimangono ad osservare la vita che trascorre. I Cinque vivono in un’atmosfera di scarsezza, preferendo l’indipendenza alla soddisfazione, diffidenti perché i desideri potrebbero renderli dipendenti dagli altri. Raramente sono attratti dalla ricchezza o dalle cose materiali. Il valore del denaro sta solo nell’indipendenza che ne deriva e nel tempo libero per studiare e seguire gli interessi personali.
Hanno bisogno di momenti di solitudine per rimettere in ordine le loro cose e scoprire i loro veri sentimenti. Un amico intelligente eleggerà il Cinque a proprio osservatore-consigliere anziché aspettarsi manifestazioni d’affetto o di iniziativa nell’ambito del rapporto.
La strategia per tenere la situazione sotto controllo è non reagire, invece di intervenire attivamente sul problema o sull’altra persona.
Si rendono invisibili e così possono osservare senza l’obbligo di partecipare alla conversazione o di reagire nel modo richiesto.
Desiderare qualcosa significa spalancare le porte alla possibilità di perdita e, desiderarla intensamente, significa consegnarsi all’attaccamento o alla dipendenza.
I Cinque vogliono sapere tutto in anticipo di qualunque fatto per prepararsi e programmare il loro comportamento. Un fatto inatteso induce il terrore di doversi trovare in una situazione indesiderata.
I Cinque diventano più disponibili se i confini di un rapporto sono stabiliti con precisione.
Si sentono vivi quando sono soli e spesso devono allontanarsi per ricaricare le batterie: amano stare in compagnia dei propri pensieri. Non cercano l’approvazione degli altri, vogliono l’indipendenza economica, esigono la libertà di andare e venire e non vogliono la dipendenza nei rapporti. Nei momenti difficili, un Osservatore preferirà ridurre le proprie possibilità piuttosto che ricorrere ad altri per aumentarle. Il pensiero “non ne ho bisogno, posso farne a meno” dà un senso di indipendenza.
Il tema centrale è la paura dei sentimenti.
Facilmente spossati da un contatto continuo e profondo, gli Osservatori si ritirano per capire la propria posizione. Questa improvvisa ritirata può ferire il compagno se non ha la stessa capacità di distacco. Il Cinque immaturo esaspererà nell’intimità la frattura tra il bisogno di sentimenti e il bisogno di distacco.
I Cinque non vogliono mettere energie a disposizione di altri perché sentono di avere una fonte limitata di energia.
Spesso sono la mente dietro le quinte che si mantiene fredda tra l’agitazione generale.
I Cinque sono spesso studiosi di materie importanti ma oscure.
Fattori di crescita: notare la presenza di un desiderio di riconoscimento, che però non è accompagnato dallo sforzo di ottenerlo, rischiare, uscire allo scoperto, imparare a tollerare i bisogni e le emozioni degli altri.

TIPO SEI: LO SCETTICO LEALE
I Sei hanno perduto nell’infanzia la fiducia nell’autorità. Ricordano con paura il potere esercitato su di loro e questo alimenta nella vita adulta un atteggiamento di sospetto nei confronti delle motivazioni altrui: per questo tenta di alleviare la propria insicurezza o cercando una forte figura protettiva oppure opponendosi all’autorità nel ruolo dello Scettico.
Avendo paura di agire nel proprio interesse, i Sei non riescono a mettere in pratica i progetti. I Sei tentenneranno non perché non sappiano affrontare i loro compiti, ma perché mettono continuamente in discussione le proprie capacità, convinti che un successo troppo appariscente attirerà l’ostilità dell’autorità che cercherà di ostacolarli.
Sono guardinghi nei confronti dei complimenti e delle lodi, da cui non vogliono essere strumentalizzati. Una dimostrazione d’affetto fa alzare ancora di più la guardia, perché la loro fiducia infantile li ha esposti a ferite nei momenti in cui l’abbassavano.
Il Sei fobico si pone in modo impaurito e sospettoso nei confronti della vita, è pieno di contraddizioni e dubbi su se stesso. Il punto debole dell’attenzione del Sei è che ha già un’opinione prima di cercare prove e indizi. Il Sei controfobico parla, controlla la veridicità delle sue sensazioni e riduce l’ansia ponendosi in modo piacevole.
La perdita della fiducia ha generalmente origine in punizioni o umiliazioni inflitte dai genitori; ricordano genitori mentalmente disturbati che li punivano senza motivi apparenti.
Dubbiosi della propria capacità di agire, i Sei proiettano la propria forza sul leader. Potersi affidare e delegare le responsabilità, diminuisce la paranoia. Sono leali al gruppo nei momenti difficili e sanno sacrificarsi per la causa.
I Sei trovano forza nelle situazioni in cui si trovano con le spalle al muro perché sono costretti ad agire.
E’ molto difficile rivolgere elogi ai Sei perché non riescono ad accettare il riconoscimento.
Nel Sei evoluto, il sospetto verso l’autorità, può trasformarsi in critica costruttiva, la procrastinazione può dare il tempo di rivedere e riformulare le idee.
I Sei ritardano l’azione perché i rischi superano abbondantemente le probabilità di successo. Sono abilissimi nel frapporre ostacoli al proprio successo. Un modo è chiedersi cose impossibili, evitano così di mettere alla prova le proprie possibilità in termini più realistici.
Lo Scettico è più disposto ad accettare la felicità e il piacere sessuale se sente la coppia come una difesa dal minaccioso mondo esterno. I Sei hanno tempi lunghissimi per sviluppare la fiducia.
Per un Sei, un dubbio può mettere in discussione tutto un sistema di credenze: è come se si dovesse riesaminare e riedificare una casa dalle fondamenta se il tetto presenta una piccola imperfezione.
Fattori di crescita: riconoscere di dubitare della possibilità di ricevere aiuto, non allontanarsi per paura accusando gli altri di averci abbandonato.

terza parte
Sintesi del libro "L'enneagramma
la geometria dell'anima che vi rivela il vostro carattere"
di Helen Palmer
Edizioni Astrolabio
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