:: sintesi del libro ::

“Accusare gli altri delle proprie disgrazie      
è la via dell’ignoranza;
accusare se stessi significa cominciare a capire;
cessare di accusare gli altri e se stessi
è la via della sapienza.”
Epitteto

In una relazione sentimentale la responsabilità è sempre da entrambe le parti, all’interno della coppia ognuno recita un “copione” attirando a sè persone ed eventi che collimano con il sistema di credenza, ecco perché ciascun individuo ha la sua parte di responsabilità in ciò che vive e sperimenta.

Una volta individuato il copione può essere più semplice modificare attitudini mentali e comportamentali che innescano sempre i soliti meccanismi e attirare a sé persone e situazioni diverse. Come diceva Gandhi: “se vuoi far cambiare il mondo, comincia con il cambiare te stesso.”
Di seguito l’autore riporta 17 tipologie comportamentali femminili all’interno della coppia, nessuna di queste è patologica di per sé ma lo diventa nel momento in cui la donna si cristallizza in uno di questi copioni, infatti affinchè la relazione evolva e sia sana e costruttiva occorre che ci sia una certa fluidità ed elasticità mentale per mutare atteggiamenti e comportamenti che magari andavano bene prima, ma che non è detto che vadano bene ora. Tutto muta, evolve al fine di non cadere in una routine sterile e non evolutiva.

Copiright Antje

La fata: bella, brava, buona, sempre motivata dalle buone intenzioni, elegante, sobria, affascinante, dolce, intelligente, di successo nello studio e nella professione. Appare talmente perfetta che quasi ci si dovrebbe guardar bene dall’averci a che fare per non “contaminarla”. All’interno del rapporto tende a voler superare i contrasti a qualunque costo, anche quando è deleterio per il rapporto stesso. Vive il paradosso di essere punita perché troppo amabile.

Colei che cerca il principe azzurro: ha un’elevata stima di sé, sia come bellezza sia come intelligenza. La ricerca del principe, impresa improbabile da realizzare, si conclude imponendosi di accontentarsi del “meno peggio”, dato che risulta impossibile trovare l’uomo che incarna tutte le qualità da lei ricercate.

La bella addormentata: aspetto piacevole, ritmi di vita lenti e morbidi, in lei tutto è improntato alla pacatezza di chi sa aspettare. L’attesa è per lei la strategia vincente.
Si tratta per lo più di donne sulla quarantina dal tardivo risveglio passionale. In assenza dell’agognato cavaliere, la bella si accontenta del “bravo ragazzo:” il loro rapporto si fonda su una rassicurante stabilità senza picchi né baratri.

La baciatrice di rospi: è convinta di poter trasformare con l’amore qualsiasi tipo di uomo, sono attratte da relazioni con persone sgradevoli nel loro aspetto fisico, inaffidabili e talvolta perfino pericolose. Inoltre non si è mai visto un rospo baciato e trasformato in principe!
Infatti tutte queste attenzioni amore fanno credere all’uomo di essere nel giusto con il proprio modo di essere. Questo copione è diverso dalla crocerossina, infatti questa tipologia femminile è portata a voler “trovare del buono” ovunque e quindi a cercare di voler trasformare l’altro.

La seduttrice: non è bella ma intrigante, ha eleganza, malizia, capacità di incantare. Corre il rischio di cascare sotto i colpi di un seduttore più abile e capace di lei e gioco sempre al rialzo finendo vittima delle sue stesse doti. Dietro questa ossessione c’è il bisogno di ricevere conferme sulla propria desiderabilità, cardine dell’identità personale. Spesso emerge un’infedeltà congenita perché finisce col cedere a ogni lusinga nei suoi confronti.

L’amazzone: decisamente in carriera, socialmente vincente. Tende a tenere il maschio sottomesso, e se anche dovesse trovare un partner forte trova comunque il modo di sottometterlo, però la constatazione della debolezza del partner mina in lei la desiderabilità del proprio maschio. Le più fortunate sono quelle che riescono a trovare un compagno in grado di farle sentire sia leader, sia per qualche aspetto inferiori.

La camaleontica: dolce, sempre entusiasta, delega al partner ogni decisione e lo segue in tutto e per tutto, questo atteggiamento porta loro il vantaggio di non doversi assumere responsabilità. Questa donna, nella relazione, appare sempre felice. Piace molto all’uomo medio perché si sente valorizzato e nel rapporto di coppia si riducono a zero gli effetti sorpresa che rompono la noiosa routine.

La strega: fa della volgarità e dell’aggressività il marchio doc del proprio stile di vita e della modalità di relazionarsi con l’altro sesso. E’ appetibile per i maschi in cerca di sensazioni forti o per uomini inibiti. La netta prevalenza dei suoi rapporti è nell’ambito dell’occasionalità. La tragedia arriva quando, inevitabilmente, viene rifiutata da tutti.

La braccatrice: vive con una smania irrefrenabile di costituire il proprio nucleo amoroso e mettere su famiglia. E’ molto gelosa del partner e vede in ogni altra “lei” una possibile e pericolosa rivale, di base sono donne insicure che si sentono realizzate in un rapporto stabile. Il ruolo di famiglia si sostituisce completamente a quello di coppia.

La crocerossina: dedica poco tempo alla cura del proprio aspetto fisico e della propria femminilità e spende tutte le energie nel migliorare le capacità di pronto intervento. La relazione che si instaura è di infermiera-degente, ma finito il malanno finisce anche la sua funzione: affinché si mantenga la dinamica amorosa, il malato deve migliorare ma non guarire.

La dilagante: sprizza energia da ogni poro, bella, sempre calda nelle relazioni, sensuale, con un’autostima forse fin troppo elevata. Il partner si trova ad essere soffocato dalla sua energica presenza. Il suo scopo non è di sottomettere il partner (come la seduttrice o l’amazzone), ma di stimolarlo.
La moralista: è una moderna inquisitrice delle altrui colpe e scorrettezze. Di solito trova un partner altrettanto bacchettone quanto represso sul piano della sessualità. Spesso resta single oppure, ironia della sorte, viene profondamente travolta da un uomo e si trasforma nella più trasgressiva peccatrice.

La manager: si assume tutte le responsabilità e le decisioni (al contrario della camaleontica), è una donna di successo nella professione e nella società. E’ la partner ideale per il maschio smidollato. Il più delle volte finisce per essere tradita perché nell’esercizio del ruolo di manager, tende a perdere la sua sensualità femminile.

La traghettatrice: aiuta lui a raggiungere obiettivi che da solo non sarebbe in grado di centrare. Il traghettato, giunto all’altra sponda, molte volte salta giù dall’imbarcazione e continua il suo percorso insieme ad altri lasciando la traghettatrice con i remi in mano e distrutta dall’abbandono.

La nave-scuola: prende un uomo più giovane e il più delle volte decisamente imbranato e lo addestra a diventare maschio abile. La differenza di età è sempre notevole. Il maschio imbranato, divenuto un abile amante, si cercherà un’altra compagna per vivere i piacere passionali e carnali ora alla sua portata.

La leccatrice di ferite: si lega ad un uomo tramortito e ferito da una relazione appena conclusa e, di solito, finita drammaticamente, lo sana con il suo amore e con le sue cure. Se l’uomo non guarisce non sarà in grado di regalarle niente di emotivamente appagante. Se l’uomo guarisce, invece, guarderà verso altri orizzonti o, più doloroso ancora, tornerà con la partner precedente. Ci vuole molta accortezza per non finire in questo copione perché il mono pullula di maschi feriti e bisognosi di cure amorevoli.

Penelope: bella, elegante, sobria, schiva nei confronti dei possibili corteggiatori, intelligente, autonoma. E’ la moglie che tutti gli uomini vorrebbero avere e che nessuno lascia anche se la tradisce. Ma negli ultimi tempi, colei che resta in attesa dell’eroico compagno non è la moglie bensì l’amante. Nella quasi totalità dei casi l’uomo non lascerà mai l’altra o la famiglia perché lei, con la sua presenza e la sua disponibilità, va a compensare le carenze dell’altro rapporto.

Una volta che la donna si è riconosciuta in una modalità di funzionamento non è indicato un cambiamento radicale del copione, in quanto renderebbe la donna destabilizzata nella sua identità.
Una via d’uscita è tenere a mente la tragica evoluzione del copione in modo che la paura di una sofferenza futura maggiore di quella attuale, le permette di superarla per evitare esiti peggiori. E’ necessario che la donna arrivi a gestire in modo positivo e costruttivo le proprie peculiarità personali e relazionali.

Un’ulteriore strategia è l’impegno da parte della donna, di interpretare copioni amorosi e sentimentali diversi in modo da ridurre lo standardizzarsi del copione divenuto nel tempo spontaneo.
Inoltre, interpretare una combinazione di copioni complementari, le permette di esprimere una dose di ambiguità necessaria per apparire più affascinante e intrigante. Infatti uno stimolo, per quanto piacevole sia, quando si ripete costantemente riduce il suo effetto.

Affinchè un rapporto di coppia risulti duraturo e costruttivo è necessario che ci sia la volontà di proseguire il corteggiamento anche nel tempo, non lasciare il posto alla routine, la complicità e l’esclusività (ciò che è vissuto nella coppia è unico e non ripetibile con nessun altro). Ognuno è importante che coltivi i propri interessi per non perdere completamente la propria individualità. L’autore termina con un’immagine metaforica per descrivere la capacità di riuscita di una relazione sentimentale di coppia: la capacità che ci vuole è quella di due equilibristi che camminano ognuno sulla propria corda tesa avendo però a disposizione una sola barra stabilizzatrice gestita da entrambi in modo da conservare un funambolico equilibrio.


“Gli errori delle donne (in amore)”
Giorgio Nardone
Saggi Ponte alle grazie