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** Sintesi del libro **
Il libro parte dal presupposto che la condizione umana della natura dell’essere umano è la gioia assoluta e incondizionata e che la sofferenza è un errore di interpretazione della mente.
Le esperienze che viviamo le viviamo solo perché l’Anima ne ha bisogno in base all’uso che facciamo del nostro libero arbitrio.
La mente giudica ciò con cui entra in relazione, confronta con esperienze precedenti, quindi ogni reazione emotiva non dipende dall’esperienza in sé, ma da come la mente giudica.
Per avvalorare tutto ciò, lo scrittore utilizza alcuni principi della meccanica quantistica.
La meccanica quantistica è una scienza che descrive i fenomeni che avvengono a dimensioni estremamente piccole (atomo o particella subatomica).
Il primo principio è il PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE scoperto da Werner Heisenberg nel 1927 il quale in sostanza dimostra che non è possibile conoscere la realtà attraverso l’osservazione in quanto, la semplice osservazione di un fenomeno, modifica il fenomeno stesso. Ciò che condiziona un fenomeno non è solo che un fatto venga osservato: anche l’atteggiamento mentale e le aspettative di chi osserva intervengono su di esso modificandolo.
Se il comportamento di una particella subatomica cambia quando viene osservata, è ragionevole aspettarsi che qualsiasi struttura della materia costituita da un numero grande di particelle subatomiche, sia a sua volta soggetta alle influenze esterne.
Il secondo principio è il TEOREMA DI BELL ed è su questo che lo scrittore fonda sia la sua interpretazione dell’Anima, sia tutti gli altri argomenti descritti nel libro.
Il teorema di Bell dimostra che un’esperienza di interazione avvenuta nel passato tra due particelle, crea tra le stesse una forma di “collegamento” che va oltre lo spazio e il tempo. Non solo ognuna delle particelle mantiene una memoria dell’interazione che ha avuto, ma il comportamento di ciascuna di esse continua a condizionare il comportamento dell’altra oltre lo spazio e il tempo, indipendentemente dallo spazio e dal tempo che le separa. La consapevolezza che se ne trae è che ogni evento della vita di un essere umano può assumere un significato molto più profondo.
Questo collegamento tra particelle è istantaneo, quindi viola la legge della relatività che stabilisce che nulla può viaggiare più veloce della luce. Il teorema di Bell non solo spiega la telepatia e la chiaroveggenza, ma spiega che quello che ciascuno di noi pensa, condiziona il pensiero e il comportamento di chi è pensato in misura tanto maggiore quanto più intensa è stata l’interazione che entrambi hanno avuto.
Ogni pensiero è un’informazione che condiziona gli eventi oltre lo spazio e il tempo: ciò che pensiamo diventa più importante di ciò che facciamo.
In generale un’esperienza è costituita da tutti i pensieri, le azioni, le emozioni e da tutte le reazioni in termini di pensieri, reazioni ed emozioni che questi determinano; ma, mentre alla nostra Anima interessa solo quello che si pensa, alla nostra mente interessa solo quello che accade nella realtà spazio-temporale.
La nostra mente è per la nostra Anima un grande handicap, perché con tutti gli schemi e i pregiudizi, con la sua visione e interpretazione distorta della realtà, limita enormemente le nostre capacità potenziali sia di comprensione sia di azione.
Uno degli effetti più evidenti nel comportamento di chi ha schemi mentali rigidi, è la sua perenne insoddisfazione; gli schemi mentali determinano il giudizio quasi ossessivo di ogni cosa e lo sviluppo di aspettative. Uno dei segreti di chi è felice, oltre a quello di avere schemi mentali elastici, è di non avere mai aspettative la cui soddisfazione dipenda da ciò che gli altri possono o debbono fare. Non avere aspettative non significa essere rassegnati, bensì liberi dalle paure che possono impedire che le aspettative stesse vengano soddisfatte.
Il vittimismo è in genere il modo più “banale” con cui la mente reagisce al fallimento del suo tentativo di nascondersi alla proprie paure.
Nel corso del libro vengono approfonditi questi temi, e ne vengono introdotti altri, al fine di aumentare la consapevolezza relativamente alla nostra responsabilità riguardo alla vita che viviamo.
Al termine del libro, lo scrittore dà una serie di consigli pratici per entrare in un flusso vitale e costruttivo definito ENTROPIA COSTRUTTIVA. Solo a titolo esemplificativo ne citiamo alcuni:
- dedicare tempo al corpo cercando di riportare ordine in esso con uno stile di vita più sano;
- cercare di stare almeno mezz’ora al giorno all’aperto alla luce naturale del sole senza occhiali o altre barriere come le finestre;
- concentrare l’attenzione su cose che fanno provare emozioni positive;
- cercare di volersi bene solo per ciò che siamo.
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