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Alla base delle scelte alimentari di ciascuno e dei problemi alimentari di qualcuno, ci sono sempre degli schemi mentali ed una qualche forma di consapevolezza riguardo a questi da parte della Coscienza Spirituale. Nonostante vissuti individuali molto diversi, le meccaniche mentali sono uguali per tutti. La difficoltà di cambiare le proprie abitudini alimentari, deriva principalmente dall'incapacità di riuscire a liberarsi da pulsioni e attaccamenti, archiviati nella mente. In quest’ultima sono comprese tutte le informazioni consce ed inconsce che si generano nell'intero organismo. Ma è soltanto la Coscienza Spirituale che ha la capacità di osservare, comprendere, prendere decisioni, agire. Conoscere il modo in cui funziona la mente è forse più importante che analizzare il suo contenuto. Infatti, quando la Coscienza spirituale riconosce i meccanismi mentali che si sono attivati, può spiegare il perché di un'esperienza, sanare la ferita definitivamente e guardare al passato con serenità. La mente, intesa come archivio di episodi di vita, esiste grazie alla proprietà della materia in generale e delle cellule del corpo e del cervello in particolare di impressionarsi e trattenere tutti questi dati. Sensazioni, emozioni, pensieri, immagini ecc.. hanno qualche cosa in comune: una frequenza vibratoria. Quando le frequenze vibratorie sono simili, queste tendono ad attrarsi tra di loro e restare assieme per un certo periodo di tempo.La mente può registrare dati ed informazioni per ordine cronologico o per associazione di elementi simili. L'archiviazione cronologica avviene riguardo alle memorie della vita presente, vissute dalla persona. L'archiviazione per similitudine è invece possibile per la legge di vibrazione simile o legge di attrazione. Quest'ultimo è un rapidissimo modo di catalogare che comporta un'estrema velocità di reazione: ogni volta che l'evento simile viene archiviato, rivitalizza, “riaccende” gli episodi adiacenti in cui è stato inserito il nuovo episodio (engramma) , provocando una reazione riflessa ed istantanea.
Come nasce uno schema mentale?
Sarebbe fantastico poter prendere decisioni riguardanti la nostra vita senza dover sottostare alle nostre manie, alle pulsioni della mente e del corpo oltre che al giudizio degli altri. Questo è possibile soltanto se comprendiamo come funziona la mente e quali sono le ragioni che ci inducono a sottometterci ad essa. Lo stesso risultato si può ottenere sottoponendoci ad una buona dose di disciplina. Ma in entrambi i casi, se riusciamo a liberarci dal condizionamento di cui siamo spesso vittime, è perché siamo stati capaci di “uscire fuori dagli schemi”. Per questo occorre attivare la Coscienza Spirituale. Caratteristiche di questa, capaci di supportare la forza di volontà, sono proprio il poter osservare, decidere ed agire, che si esprimono in una sequenza standard quasi come per una legge della vita. La fondamentale differenza tra Mente e Coscienza Spirituale è che mentre la prima registra, archivia e poi risponde automaticamente agli stimoli, la seconda Osserva per comprendere qualcosa o avere un attimo di consapevolezza, poi Decide sul da farsi a riguardo di ciò che ha capito, infine e di conseguenza, Agisce. Quindi per decidere di cambiare è necessario comprendere qualcosa a livello profondo, ma per comprendere bisogna essere in grado di osservare. Ecco che si origina un circolo tra attenzione, motivazione ed energia. Infatti per potere osservare bisogna avere Attenzione, ovvero indirizzare e controllare le facoltà mentali su un oggetto. Ma per essere attenti occorre avere Motivazione, cioè avere interesse e voglia di stare attenti, e per far questo bisogna avere sufficiente Energia, non disperderla inutilmente e sapersela procurare anche e sopratutto attraverso una corretta alimentazione. Come vedete, il cerchio si chiude, ed è solo intervenendo in uno di questi punti che si può interrompere un circolo vizioso. La mente registra ed archivia le esperienze siano esse stimoli che risposte date. Mangiare ripetutamente qualcosa, svolgere un lavoro per anni, guidare l'automobile, ecc... porta la mente a creare uno schema che vede nella ripetizione la sua ragion d'essere e la sua espressione naturale. Poiché la mente preferisce seguire percorsi già tracciati, senza attivare sistemi corticali ma utilizzando i meno dispendiosi sistemi sub-corticali sede degli automatismi, si fa meno fatica a cucinare e mangiare le cose nel modo in cui si sono sempre cucinate e mangiate che modificare anche soltanto leggermente le nostre abitudini alimentari. La mente risponde sempre allo stesso modo ad un determinato stimolo poiché segue uno schema, un automatismo. Uno schema mentale si dice semplice se si ha un sistema stimolo-risposta elementare. Tipici schemi semplici sono i riflessi, gli automatismi e le funzioni innate. Ad esempio ho fame (stimolo)- piango (risposta). In seguito, crescendo, gli schemi verranno sostituiti. Ad esempio ho fame- mangio. Anche gli schemi complessi sono sistemi stimolo-risposta. Ma nello schema complesso la mente utilizza il meccanismo della similitudine di significato o di vibrazione in senso estensivo. Ad esempio, se uno schema semplice dice, vedersi grassi(stimolo)-mettersi a dieta(risposta), nello schema complesso può succedere che in una persona, vedersi grassi produca la risposta di mettersi a dieta, ma questo può attivare una memoria collegata al senso del poco cibo, che causa dimagrimento come avveniva in tempo di guerra, e quindi susciti la paura di morire di fame, la quale a sua volta stimola la risposta di mangiare e abbuffarsi ripartendo da capo. Sono di questa specie gli schemi che inducono a non lasciare mai il piatto vuoto anche se si è sazi da scoppiare o l'abitudine a “fare la scarpetta”. Oltre al potere degli schemi, non bisogna dimenticare il ruolo delle emozioni. Le emozioni sono sempre un'interpretazione della mente. Se viviamo un'emozione negativa e non riusciamo a metabolizzarla, siamo in presenza di un conflitto emozionale. Dato il bassissimo livello di coscienza e l'altissimo potenziale energetico, fisico e mentale, i conflitti emozionali vissuti nel primo periodo della vita sono i più condizionanti. È per questo che tutte le persone con seri disturbi di comportamento alimentare hanno avuto problemi nell'allattamento o nello svezzamento. Tutti i conflitti emozionali di questa fase dello sviluppo si possono ridurre a due principali: Conflitti emozionali di abbandono o di non accettazione; conflitti emozionali di minaccia alla sopravvivenza. I conflitti emozionali, per esprimersi, hanno bisogno di formare un sodalizio con gli schemi complessi, e solo la nostra parte più bambina è in grado di comprendere queste forze in atto. Quando si riesce a tradurre sul piano fisico-mentale-emozionale e spirituale la comprensione dei meccanismi, e non soltanto sul piano mentale-razionale, allora avviene la guarigione. Nelle varie fasi della vita si formano dei meccanismi mentali collegati direttamente o indirettamente al cibo. Vediamo di scoprirne i principali.

Infanzia (6 mesi-1 anno, fino a 12 anni circa)
L'infanzia è un periodo caratterizzato dalla quasi totale dipendenza dall'adulto. Per l'infante l'amore della madre è “l'alimento principale”. Un bambino per far contenta la propria mamma è disposto a fare qualsiasi cosa. Ma anche nel caso di relazioni equilibrate, in questo periodo si formano schemi mentali fortissimi. Un bambino di solito conserva intatto il suo istinto equilibratore, anche rispetto al cibo, scegliendo quando, cosa e se mangiare, fino a che gli adulti non lo plasmano a loro immagine e somiglianza. Uno dei tipici metodi utilizzati dall'adulto per far mangiare il bambino che non vuole, forzando il suo istinto, è l'utilizzo del gioco: aeroplanini, piste d'atterraggio ecc.. L'adulto che ha vissuto questa esperienza da bambino, reagirà in maniera differenziata a seconda degli schemi mentali registrati in relazione alla qualità delle esperienze emotive vissute. Se ha gradito il gioco, prenderà con leggerezza e superficialità tutto ciò che gli viene dato da mangiare, senza porsi mai domande su ciò che mangia. Se ha vissuto il gioco come una forzatura, reagirà male sul cibo e non gli andrà mai bene quello che gli altri preparano. Tra i vari giochi, il famoso “chiudi gli occhi ed apri la bocca” può instillare uno schema tale che da adulto tenderà a fidarsi ciecamente di chi gli somministra cibo, compresa l'industria alimentare e conserviera. Ecco perché siamo l'unico esempio di razza al mondo che si avvelena da sé il cibo che dovrà ingerire. Altro potente schema è quello del “fallo per la tua mamma che ti vuole tanto bene”. L'adulto che interiorizzerà questo schema non potrà fare a meno di mangiare quando gli verrà proposto cibo con modalità o toni simili, poiché accettare il cibo non costituirà l'atto di nutrirsi ma di rispondere all'amore di qualcuno. Massima espressione di questo è il ricatto morale del tipo “mangia, se no la mamma sta male e piange”. Come da bambino, l'adulto non saprà mai dire di no ad un'offerta di cibo. Schemi mentali nati nell'infanzia, che sfociano in comportamenti aberranti soprattutto nell'adolescenza, sono legati all'assistere continuativamente ai litigi tra adulti a tavola. In queste situazioni, in cui si esclude la “sacralità del cibo” ovvero dove l' assenza di amore pervade l'ambiente familiare, si espongono i figli ad un ventaglio di problematiche che vanno dalla semplice superficialità nella scelta dei cibi fino all'anoressia.
Adolescenza
Tratti fondamentali dell'adolescenza sono il continuo cambiamento dello stato psico-fisico e il progressivo emanciparsi dalla situazione di totale dipendenza dai genitori. É anche il periodo delle prime esperienze affettive extra familiari e degli sconvolgimenti ormonali. Ne seguono il desiderio di essere accettati dall'altro sesso e dal gruppo, del seguire le mode e del dedicarsi alle prime diete e palestre. In questo periodo si scatenano le peggiori forme di disturbo del comportamento alimentare come anoressia, bulimia, obesità, ecc... Gli schemi costituitisi nell'infanzia vengono rinvigoriti e rafforzati proprio in questa fase. Si producono inoltre altri schemi, quali il mangiare o bere cibi per sentirsi grandi o per essere accettati dal gruppo dei grandi. Anche la cosiddetta fame da studio può essere originata da una cattiva alimentazione oppure da un'errata gestione della memoria o dalle difficoltà incontrate nello studio. Si formano anche schemi relativi al cibo nel rapporto con la sessualità. Poiché questi, all'inizio di ogni vita, sono connessi nel piacere sessuo-nutrizionale dell'allattamento, si possono creare problematiche relative al cibo se si verificano problemi nella sfera delle relazioni affettive in adolescenza. Rafforzano questa correlazione, la vicinanza dell'apparato riproduttivo con quello digerente. Ovvero, la stimolazione dell'uno può avere una ricaduta riflessa sull'altro.
Età adulta, anziana e vecchiaia
L'età adulta è caratterizzata dal momento delle responsabilità. Di solito o si è assorbiti quasi totalmente dal lavoro instaurando la sindrome di mancanza di tempo. Questa è solitamente utilizzata come scusa dell'incapacità di condurre un'alimentazione equilibrata, attenta e naturale. É un periodo anche di resistenza al cambiamento e di rigidità mentale. Tipici meccanismi mentali associati all'età adulta sono quello di mangiare per compensare la mancanza di riposo, che ovviamente tampona il deficit energetico ma non sottrae dall'insorgere di malattie quali nevrosi , psicosi ecc.. oppure mangiare per compensare problemi affettivi quali una insoddisfacente vita sessuale o semplicemente la perdita di intimità col partner magari dovuta alla nascita dei figli.
Nell'età anziana invece, è la scarsa vitalità o i problemi di salute emergenti a dominare lo scenario.
Il senso di inutilità, così come il non sentirsi al passo con i tempi, possono caratterizzare gli schemi mentali di questo periodo così come la solitudine o la resistenza al cambiamento. A volte si può arrivare a mangiare per sopprimere la paura della morte.
Nascita, concepimento, gravidanza
Molti e fondamentali schemi si formano durante questo periodo. Metterò in evidenza il “dare al bimbo la pappa pronta” che si verifica già al momento della nascita se non si permette il naturale e sequenziale processo di risalita del bimbo che raggiunge il seno della madre da solo, perpetrato più tardi quando si imbocca il bambino senza permettere che provi da solo a mangiare.
Uno svezzamento precoce, oltre ad essere connesso con aberranti comportamenti alimentari dell'adolescenza, può provocare un trauma fisico ed emotivo nel bambino. Il rispetto del ritmo sonno-veglia, in relazione alle poppate o ai pasti, permette di non instaurare da adulti schemi quali “dover mangiare qualche cosa per potersi riaddormentare” oppure “mangiare ogni volta che ci ci sente stanchi”, proprio come avveniva nella prima infanzia, quando la madre ci svegliava per farci mangiare. Ricordo ancora che tutte le persone con problematiche relative all'alimentazione associate a gravi problemi di salute, non sono state allattate al seno oppure sono state svezzate troppo precocemente o male.
I più gravi disturbi del comportamento alimentare
Anoressia, bulimia, obesità ecc.. che si manifestano più frequentemente durante l'adolescenza o nella prima età adulta, originano in età neonatale e a volte anche precedentemente, nel periodo della gravidanza o del concepimento. É da chiarire che è l'essere emozionalmente disagiate che porta ad aderire a diete e regimi alimentari insufficienti, e non viceversa. Nella difficoltà di comprensione di questi comportamenti patologici, definiti come multifattoriale, è probabile che intervengano elementi quali il cambiamento relazionale tra genitori e figli nelle ultime generazioni, a partire dalle modalità di effettuare il parto, l'allattamento con latte artificiale e lo svezzamento condotto precocemente ed in modo innaturale. Già al concepimento sono trasmesse memorie emozionali e genetiche dei genitori così come degli avi in modo da determinare parte degli schemi e dei comportamenti alimentari del nascituro.Così come durante la gravidanza, la connessione emotiva del bambino con la madre, associa ai comportamenti di questa e ai cibi che assume, emozioni che vengono rilevate dal bambino fornendone il repertorio per successivi schemi nell'alimentazione.

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