** Sintesi del libro **

Il Potere del Dubbio

Sii scettico perché la maggior parte delle cose che sentiamo non sono vere, gli esseri umani parlano attraverso i simboli, ma i simboli non sono la verità. E’ importante imparare ad ascoltare, perché così si capiscono i significati dei simboli che gli altri stanno usando, entriamo nella loro storia e quindi comprendiamo ciò che vogliono dire. Gli altri ci raccontano la loro storia personale, il loro vissuto, ciò in cui credono e non sta a noi giudicare se è vero o falso, non bisogna giudicare, ma portare rispetto. E’ necessario solo essere consapevoli che ognuno ha la propria verità dettata dalle proprie credenze, dal loro sentire. Non è necessario credere alla loro storia, se ci risuona la integriamo in noi, altrimenti la lasciamo andare con rispetto e senza giudizio. Ognuno è un artista, crea con le parole, quindi non è necessario dimostrare niente a nessuno, ognuno crea la sua storia, la sua verità e deve essere rispettata, in quanto rispetto l’altro. Noi siamo la metà del messaggio, l’altra metà è chi ascolta: io sono responsabile di quello che dico, ma non sono responsabile di quello che viene recepito.

All’interno della nostra testa passano tanti simboli, tante parole dettate dalle nostre credenze ”sono grassa, sono brutta, non valgo niente…” non dobbiamo credere a queste menzogne, usiamo il dubbio per valutare ogni messaggio e chiediamoci “è realmente  vero?”  No, non lo è perché nasce tutto da schemi, da falsi stereotipi, da false credenze a cui abbiamo aderito e possiamo lasciarle andare. Siamo vittime dei sogni che creiamo, siamo vittime di tutte le voci nella nostra testa, siamo vittime di tutte le superstizioni e le distorsioni della nostra conoscenza. Altro aspetto è il male che provochiamo agli altri con la parola, sputiamo veleno attraverso i simboli, non rendendoci conto del dolore che possiamo causare.
Non siamo ciò che siamo realmente, perché abbiamo un’immagine distorta di noi, è ciò che pensiamo di essere ed è talmente potente che ci crediamo con tutti i nostri sensi. Ci creiamo delle gabbie fatte dai sensi di colpa, dal giudizio che nutriamo verso di noi, alimentiamo tutto questo e proviamo disagio e dolore – viviamo in un mondo di conseguenze – restiamo agganciati al passato, e non lo lasciamo andare. Dobbiamo imparare a perdonare e perdonarci, solo così torniamo ad essere liberi. Affinchè tutto questo sia possibile basta l’attenzione, al fine di essere consapevoli di ciò che pensiamo, di ciò che diciamo; per essere impeccabili  con la parola.
Non dobbiamo competere con nessuno, non dobbiamo paragonarci a nessuno, siamo nati con tutto ciò che ci occorre per affrontare le nostre paure ed andare oltre. Mettiamo come obbiettivo il giorno in cui accettiamo di non giudicare più: né noi stessi, né gli altri. La libertà sarà raggiunta quando i simboli non domineranno più la nostra vita. Quando impariamo tutto questo ci rendiamo conto che gli altri vivono il loro punto di vista, sono il personaggio principale della loro storia, proiettano ciò in cui credono  intorno a loro, ma non facciamo l’errore di supporre o di prendere sul personale quello che dicono: è la loro storia!
Ognuno è il centro del proprio sogno, ognuno di noi ha le proprie credenze, la propria storia, il proprio punto di vista, esistono miliardi di punti di vista, ma dietro ognuno di noi c’è la stessa luce, lo stesso raggio divino, riconosciamolo in noi stessi e negli altri e ciò contribuirà a portare amore e rispetto nel mondo, per creare un luogo migliore.

"Il Quinto Accordo"
di Don Miguel Ruiz
(ed. Punto d'incontro)

"Le carte della voce
della conoscenza
"
di Don Miguel Ruiz
(ed. Punto d'incontro)

"Preghiere"
di Don Miguel Ruiz
(ed. Punto d'incontro)