LE 10 COSE CHE UN PAZIENTE DOVREBBE SAPERE

Vi sono delle cose importanti da tenere bene a mente quando si intraprende una guarigione in senso olistico e spirituale, ma sfortunatamente queste cose non sono insegnate nella nostra società, per cui è necessario "reimpararle" (essendo ben conosciute dalla nostra più intima essenza).

  1. Tutto l'universo è duale ma la nostra vera natura è unitaria
    Tutto ciò che esiste in Natura ha una dimensione polare, cioè esiste come tensione tra due poli opposti (luce-ombra, bene-male, uomo-donna, caldo-freddo, pieno-vuoto... in ultima analisi, per rifarci al pensiero taoista, tutto ha una natura yang oppure una natura yin). Nessuno dei due poli è migliore dell'altro e nessuno dei due poli può esistere senza l'altro.
    Anche la nostra coscienza risulta divisa in due, da una parte ciò che accettiamo di essere e dall'altra ciò che non accettiamo di essere.
    Eppure, a ben vedere, al di là di questa apparente divisione, tutto in Natura è intrinsecamente unitario, per cui anche le parti di noi che non accettiamo fanno parte di noi stessi al pari di ciò che invece accettiamo; siamo - allo stesso tempo - santi e peccatori, buoni e malvagi, giusti e ingiusti.
  2. L'unità non può essere divisa da se stessa
    Costantemente tentiamo di rifiutare quelle parti che non accettiamo, cercando di escluderle dal nostro psichismo e dalla nostra vita, così come tentiamo di escludere coloro che ce le rappresentano... ma questo è impossibile!
    Per cercare di capire questo concetto osserviamo come non sia possibile separare il pensiero da colui che pensa, nessuna delle due parti esiste separatamente ma solo una in funzione dell'altra, allo stesso modo non si può separare la luce dall'ombra (l'una esiste perchè esiste l'altra). Non possiamo, dunque, artificiosamente separare noi stessi in due.
  3. Il corpo è la sede dell'inconscio e come tale "il corpo non mente"
    Ciò che il conscio non accetta, automaticamente va a far parte dell'inconscio, ma siccome... "l'unità non può essere divisa da se stessa", i contenuti inconsci si manifesteranno nel corpo sotto forma di malattie per tornare nuovamente alla coscienza. In questo modo recuperiamo la nostra sostanziale unità e non possiamo più falsificare ciò che siamo: la malattia ci rende onesti!
  4. "Il paziente mente sempre"
    Fino a che non ridiventiamo consapevoli di ciò che è stato precedentemente esposto, le motivazioni che potremmo addurre per spiegare i nostri sintomi non saranno corrette... altrimenti non li avremmo! In effetti mentiamo a noi stessi ancor prima che agli altri.
    Di fatto, essendo le malattie la manifestazione visibile di ciò che abbiamo rimosso, non possiamo essere consapevoli della loro vera origine, quando lo diventiamo i sintomi basculano dal soma alla psiche, il conflitto inconscio diventa consapevole ed i sintomi corporei guariscono.
  5. La malattia è una grande opportunità di crescita e non il nostro nemico
    La possibilità di comprendere, accettare ed integrare parti di noi stessi è una grande occasione di crescita interiore e personale, ecco perchè le malattie possono diventare i nostri preziosi alleati in questo cammino, perchè ci indicano ciò che altrimenti non vedremmo, e non si manifesteranno nel corpo un solo minuto in più del tempo necessario a comprendere ciò che ci interessa per tornare completi.
  6. E' possibile guarire da qualunque malattia
    Qualunque malattia considerata incurabile ha riportato dei casi di guarigione, pertanto si può asserire che è possibile guarire da qualunque malattia (anche la più grave) ma questo non vuol dire comunque che tutti possono guarire da tutto, vuol dire solamente che guarire è sempre possibile a seconda del grado di reale rimessa in questione dei nostri schemi di credenze cristallizzati e della presa di coscienza che siamo disposti a fare nell'osservare le nostre zone di ombra.
    Poiché tutto è duale... non può esistere malattia senza una guarigione corrispondente.
  7. Il metodo della domanda
    Per avvicinarci alla corretta interpretazione dei nostri sintomi possiamo porci delle domande precise:
    A - "Cosa mi fa fare questo sintomo che in condizioni normali non farei?"
    B - "Cosa mi impedisce di fare questo sintomo che in condizioni normali farei?".
    Ad es. una gamba rotta può impedirci di correre ed obbligarci ad usare un bastone per camminare, l'interpretazione conseguente potrebbe essere che abbiamo bisogno di rallentare e di chiedere aiuto per essere sostenuti.
    Attraverso il metodo della domanda non cercheremo più la causa di un sintomo su di un piano spazio-temporale (analitico e orizzontale), bensì su di un piano atemporale-simbolico (analogico e verticale).
  8. Siamo totalmente responsabili delle nostre malattie
    La considerazione che siamo completamente responsabili (su di un piano verticale) delle nostre malattie è anche la nostra fortuna più grande (pur essendo molto difficile da accettare) poiché in caso contrario non avremmo alcuna responsabilità sulla nostra guarigione e dovremmo realmente affidarci alla sorte.
    Invece in quanto responsabili dei nostri sintomi, parimenti siamo responsabili della nostra guarigione, e ciò vuol dire che tanto più ci impegniamo REALMENTE nella ricerca del nostro equilibrio (senza mentire a noi stessi) e tanto più abbiamo delle reali probabilità di guarire.
  9. Non esiste giudizio o colpa nell'interpretazione di un sintomo
    La responsabilità non va confusa con la colpa, che in questo ambito non ha alcuna ragione di esistere; la nostra unica e vera colpa è quella di essere caduti nell'inganno e nell'illusione della dualità ("Cacciata dal Paradiso") e di prendere inganno come reale. Tutto il resto va considerato senza giudizio alcuno, in quanto bene e male, giusto e sbagliato sono realtà polari e sempre coesistono assieme.
  10. La vera dimensione della guarigione è spirituale
    Essersi allontanati dalla nostra unità altro non è che essersi separati dalla Realtà ultima dell'esistenza, e ricomporre questa Unità corrisponde a fondersi nuovamente con tale Realtà.
    In pratica questa Realtà ultima, questa fonte originaria e meta finale di tutto ciò che esiste, altro non è che Dio nella visione propria del Vedanta, dove si considera che "Tutto è Uno" e dove possiamo dire "TAT TVAM ASI" (Tu sei Quello).
    La guarigione, da questo punto di vista, diventa un percorso di crescita interiore e spirituale e di ricomposizione della frammentazione dell'io, che vaga nel mondo dimentico della sua vera Essenza.

 

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