| 
LE 10 COSE CHE UN PAZIENTE DOVREBBE SAPERE
Vi sono delle cose importanti da tenere
bene a mente quando si intraprende una guarigione in senso olistico
e spirituale, ma sfortunatamente queste cose non sono insegnate
nella nostra società, per cui è necessario "reimpararle"
(essendo ben conosciute dalla nostra più intima essenza).

- Tutto l'universo è duale ma la nostra vera natura
è unitaria
Tutto ciò che esiste in Natura ha una
dimensione polare, cioè esiste come tensione tra
due poli opposti (luce-ombra, bene-male, uomo-donna, caldo-freddo,
pieno-vuoto... in ultima analisi, per rifarci al pensiero taoista,
tutto ha una natura yang oppure una natura yin). Nessuno dei due
poli è migliore dell'altro e nessuno
dei due poli può esistere senza l'altro.
Anche la nostra coscienza risulta divisa in due, da una parte
ciò che accettiamo di essere e dall'altra ciò che
non accettiamo di essere.
Eppure, a ben vedere, al di là di questa apparente divisione,
tutto in Natura è intrinsecamente unitario, per cui anche
le parti di noi che non accettiamo fanno parte di noi stessi al
pari di ciò che invece accettiamo; siamo - allo stesso
tempo - santi e peccatori, buoni e malvagi, giusti e ingiusti.
- L'unità non può essere divisa da se stessa
Costantemente tentiamo di rifiutare quelle
parti che non accettiamo, cercando di escluderle dal nostro
psichismo e dalla nostra vita, così come tentiamo di escludere
coloro che ce le rappresentano... ma questo è impossibile!
Per cercare di capire questo concetto osserviamo come non sia
possibile separare il pensiero da colui che pensa, nessuna delle
due parti esiste separatamente ma solo una in funzione dell'altra,
allo stesso modo non si può separare la luce dall'ombra
(l'una esiste perchè esiste l'altra). Non possiamo, dunque,
artificiosamente separare noi stessi in due.
- Il corpo è la sede dell'inconscio e come tale
"il corpo non mente"
Ciò che il conscio non accetta, automaticamente va a far
parte dell'inconscio, ma siccome... "l'unità non può
essere divisa da se stessa", i contenuti
inconsci si manifesteranno nel corpo sotto forma di malattie per
tornare nuovamente alla coscienza. In questo modo recuperiamo
la nostra sostanziale unità e non possiamo più falsificare
ciò che siamo: la malattia ci rende onesti!
- "Il paziente mente sempre"
Fino a che non ridiventiamo consapevoli di ciò che è
stato precedentemente esposto, le motivazioni
che potremmo addurre per spiegare i nostri sintomi non saranno
corrette... altrimenti non li avremmo! In effetti mentiamo
a noi stessi ancor prima che agli altri.
Di fatto, essendo le malattie la manifestazione visibile di ciò
che abbiamo rimosso, non possiamo essere consapevoli della loro
vera origine, quando lo diventiamo i sintomi basculano dal soma
alla psiche, il conflitto inconscio diventa consapevole ed i sintomi
corporei guariscono.
- La malattia è una grande opportunità di
crescita e non il nostro nemico
La possibilità di comprendere, accettare ed integrare parti
di noi stessi è una grande occasione
di crescita interiore e personale, ecco perchè le
malattie possono diventare i nostri preziosi alleati in questo
cammino, perchè ci indicano ciò che altrimenti non
vedremmo, e non si manifesteranno nel corpo un solo minuto in
più del tempo necessario a comprendere ciò che ci
interessa per tornare completi.
- E' possibile guarire da qualunque malattia
Qualunque malattia considerata incurabile
ha riportato dei casi di guarigione, pertanto si può
asserire che è possibile guarire da qualunque malattia
(anche la più grave) ma questo non vuol dire comunque che
tutti possono guarire da tutto, vuol dire solamente che guarire
è sempre possibile a seconda del grado di reale rimessa
in questione dei nostri schemi di credenze cristallizzati e della
presa di coscienza che siamo disposti a fare nell'osservare le
nostre zone di ombra.
Poiché tutto è duale... non può esistere
malattia senza una guarigione corrispondente.
- Il metodo della domanda
Per avvicinarci alla corretta interpretazione dei nostri sintomi
possiamo porci delle domande precise:
A - "Cosa mi fa fare questo
sintomo che in condizioni normali non farei?"
B - "Cosa mi impedisce
di fare questo sintomo che in condizioni normali farei?".
Ad es. una gamba rotta può impedirci di correre ed obbligarci
ad usare un bastone per camminare, l'interpretazione conseguente
potrebbe essere che abbiamo bisogno di rallentare e di chiedere
aiuto per essere sostenuti.
Attraverso il metodo della domanda non cercheremo più la
causa di un sintomo su di un piano spazio-temporale (analitico
e orizzontale), bensì su di un piano atemporale-simbolico
(analogico e verticale).
- Siamo totalmente responsabili delle nostre malattie
La considerazione che siamo completamente responsabili (su di
un piano verticale) delle nostre malattie è anche la nostra
fortuna più grande (pur essendo molto difficile da accettare)
poiché in caso contrario non avremmo
alcuna responsabilità sulla nostra guarigione e
dovremmo realmente affidarci alla sorte.
Invece in quanto responsabili dei nostri sintomi, parimenti siamo
responsabili della nostra guarigione, e ciò vuol dire che
tanto più ci impegniamo REALMENTE nella ricerca del nostro
equilibrio (senza mentire a noi stessi) e tanto più abbiamo
delle reali probabilità di guarire.
- Non esiste giudizio o colpa nell'interpretazione di
un sintomo
La responsabilità non va
confusa con la colpa, che in questo ambito non ha alcuna
ragione di esistere; la nostra unica e vera colpa è quella
di essere caduti nell'inganno e nell'illusione della dualità
("Cacciata dal Paradiso") e di prendere inganno come
reale. Tutto il resto va considerato senza giudizio alcuno, in
quanto bene e male, giusto e sbagliato sono realtà polari
e sempre coesistono assieme.
- La vera dimensione della guarigione è spirituale
Essersi allontanati dalla nostra unità altro non è
che essersi separati dalla Realtà ultima dell'esistenza,
e ricomporre questa Unità corrisponde
a fondersi nuovamente con tale Realtà.
In pratica questa Realtà ultima, questa fonte originaria
e meta finale di tutto ciò che esiste, altro non è
che Dio nella visione propria del Vedanta, dove si considera che "Tutto è Uno" e dove possiamo dire "TAT TVAM ASI" (Tu sei Quello).
La guarigione, da questo punto di vista, diventa un percorso di
crescita interiore e spirituale e di ricomposizione della frammentazione
dell'io, che vaga nel mondo dimentico della sua vera Essenza.
©
Copyright 2002-2008 :: Nisalta.com - Medicina Olistica Online ::
|