CONCETTI CHIAVE DI MEDICINA OLISTICA

LEGGI UNIVERSALI

La conoscenza delle leggi universali che regolanola vita biologica ed i meccanismi di malattia e salute risulta importantissima per attivare al meglio i meccanismi di guarigione del nostro corpo.
"Come in alto, così in basso" dicevano gli ermetismi: le leggi che regolano l'universo, il flusso delle stagioni, il comportamento degli elementi naturali sono le stesse che regolano l'intero nostro organismo, i bioritmi fisiologici e la funzione dei vari organi.
Più restiamo in armonia con la Natura e più siamo in grado di curarci efficacemente fino ad evitare completamente di ammalarci

L'essere umano e' un microcosmo.

IL POTERE DI GUARIRE E LA RESPONSABILITA' SULLA PROPRIA SALUTE

Il primo punto da sottolineare è che il potere di guarigione appartiene unicamente all'individuo, in nessun caso la guarigione può essere "creata" dall'esterno, cioè non è il medico o il farmaco a guarire ma è sempre l'individuo malato che risponde ad una cura adeguata e realizza la propria guarigione.
Ciò che dall'esterno può essere fatto è "semplicemente" utilizzare degli stimoli adeguati affinché il sistema corpo-mente possa reagire a una situazione di malattia o di disagio; oppure se il corpo non fosse più in grado di reagire a degli stimoli esterni si può sostituirne una funzione (come quando, ad es, si somministra l'insulina in un diabete non trattabile diversamente).

E' sempre valido l'antico detto che il medico cura, ma è solo la Natura a guarire.

Ciò è molto chiaro se si pensa che il miglior chirurgo del mondo anche qualora realizzasse una sutura eccellente su di un taglio apportato ad una… bistecca, non otterrebbe mai la guarigione della ferita, mentre la stessa procedura su di un organismo vivente darebbe una cicatrizzazione perfetta!
A parità di impegno del terapeuta non è infrequente che pazienti con serie patologie, ma ben consapevoli e motivati, ottengono risultati che vanno al di là delle migliori aspettative, mentre altre volte patologie banali risultano di difficile trattamento in persone che interiormente si oppongono alla presa di coscienza e di responsabilità sulla propria malattia.
Ciascuno è responsabile della propria salute, e questa responsabilità non è demandabile al terapeuta o a familiari affinché decidano per noi!

SCHEMI FISSI DI VITA

Perché le patologie si cronicizzano nell'organismo? Se è vero che la Vita è un continuo fluire (panta rei - tutto scorre - dicevano i greci), se è vero che ogni sette anni circa cambiamo completamente tutte le cellule del nostro corpo, perché una condizione patologica si dovrebbe mantenere invariata? La domanda acquista un senso soprattutto se consideriamo che il nostro corpo ha dei meccanismi di riequilibrio ed autoguarigione estremamente sofisticati e potenti.
La risposta sta nella considerazione che una malattia per continuare ad esistere… deve essere alimentata! Paradossale ma vero: noi alimentiamo giorno per giorno i nostri malanni, li teniamo in vita, a volte addirittura li coccoliamo e li proteggiamo strenuamente.

Vi sono molte ragioni per essere attaccati ai nostri malanni: la prima è che sono diventati parti di noi e della nostra vita, sono abitudini e corrispondono a schemi ormai fissi di convivere con la quotidianità. Lasciare andare delle abitudini, sane o insane che siano (vedi il fumo, una alimentazione scorretta, la sedentarietà) è effettivamente difficilissimo. La mente arcaica (o mente reattiva) considera una piccola morte qualunque cambiamento nel nostro modo consolidato di essere, ed ogni morte fa paura.

IL VANTAGGIO SECONDARIO

Ogni patologia nasconde in sé un cosiddetto vantaggio secondario.
Ad es. il vantaggio secondario di una lombalgia può essere quello di essere legittimati a lamentarsi, di una cefalea di essere legittimati ad isolarsi dal mondo, di un'influenza di essere legittimati a riposarsi, ecc…
Se ad una donna anziana i propri reumatismi servono ad avere su di sé l'attenzione di tutta la famiglia, nessun medico potrà guarire questa condizione, perché per la mente reattiva della donna lei non potrebbe sopravvivere senza richiamare così l'attenzione dei suoi cari.
Noi non siamo assolutamente coscienti dei vantaggi secondari di ciò che lamentiamo, e che coscientemente vorremmo curare.
La soluzione a questa grande trappola dell'inconscio personale sta nel prendere coscienza di quali siano questi vantaggi e provare ad attuarli indipendentemente dalla scusante della patologia (prendersi il diritto di lamentarsi, di riposarsi, di fare insomma autonomamente le proprie scelte senza bisogno di un alibi).

LUCE ED OMBRA

Per approfondire le leggi di guarigione naturale è indispensabile citare la millenaria sapienza cinese ed accennare al Tao (in cinese = via, percorso). Il Tao è considerato il supremo principio ordinatore dell'universo che si esprime nella nostra realtà materiale attraverso l'interazione di due forze opposte e polari., lo yang (principio maschile) e lo yin (principio femminile).
Tutto il mondo così come lo conosciamo si compone di questi due principi universali, che vanno al di là dell'apparente molteplicità dei fenomeni. Tutto è polare, e si divide tra il giorno e la notte, la luce e l'ombra, l'uomo e la donna, l'energia e la materia, e così via.
Anche la nostra individualità è polare e si compone di sfaccettature della personalità che conosciamo ed accettiamo (Jung chiamava questa parte dell'individuo persona, che in latino significa maschera, perché è la parte con cui ci presentiamo agli altri) e di sfaccettature che non accettiamo e che abbiamo rimosso (Jung definiva ciò l'ombra).
Le nostre zone d'ombra, coscientemente rifiutate, continuano nonostante ciò ad esistere e a volersi manifestare, se il nostro psichismo non gli consente una manifestazione diretta allora si faranno sentire indirettamente, proprio attraverso i sintomi.

Esempio: se per educazione culturale considero l'aggressività una qualità negativa e indesiderabile, tenderò incosciamente a rifiutarla e a reprimerla. Poiché però l'aggressività è una delle qualità che ogni individuo possiede, più o meno espressa, se scelgo di reprimerla profondamente essa si manifesterà nel fisico sotto forma di infiammazioni, irritazioni o ulcere.

L'INTERPRETAZIONE ANALOGICA DEI SINTOMI:

CAUSE ORIZZONTALI E VERTICALI

In che modo posso risalire alle cause profonde dei sintomi che manifesto? Seguendo la via analogica, cioè cercando di comprendere la simbologia che racchiudono. E' abbastanza intuitivo comprendere che un'infiammazione mi segnala un conflitto, un ulcera un'autoaggressione, una costipazione qualcosa che non riesco a rilasciare, e così via.

Entriamo così nella definizione di cause orizzontali e cause verticali.
Si definiscono cause orizzontali quelle materiali, che seguono una logica temporale (ho preso freddo e mi è venuto il raffreddore, ho contratto un virus e mi è venuta l'influenza, ho ereditato un certo gene e si è sviluppata una patologia del metabolismo). Questo ordine di cause esiste sempre ma non è sufficiente a generare una malattia: non tutte le persone che prendono freddo o che inalano il virus influenzale si ammalano, anche tra gemelli (che possiedono un identico patrimonio genetico) non necessariamente si sviluppano le stesse patologie.
Le cause verticali sono quelle che tengono conto dell'unità che esiste tra corpo e mente (l'uno specchio dell'altra) e che vanno ad individuare una tematica psichica non risolta quale la causa della patologia in atto.
Sebbene i due ordini di cause esistano sempre contemporaneamente, una cura basata solo sul piano orizzontale (cioè fisico) tratterà esclusivamente la superficie del problema, il campanello di allarme con cui il problema si è affacciato nella nostra vita.
Per trattare le cause profonde delle malattie, e poter dire di affrontare una guarigione nel senso completo del termine, è indispensabile prendere in considerazione lo psichismo della persona, capire qual'è il messaggio che il corpo comunica, ed attuare nella propria vita quelle modiche nel modo di pensare e di comportarsi che saranno essenziali per la guarigione olistica (cioè globale) di corpo e mente.

A questo punto i più penseranno che è impossibile modificare il proprio modo di pensare, le proprie convinzioni sulla vita (a cui siamo attaccati come ostriche al loro scoglio), ed invece l'esperienza personale di ogni terapeuta su se stesso e sugli altri dimostra l'esatto opposto. E' non solo possibile ma anche auspicabile, e può contribuire a creare un mondo migliore, per noi stessi e per i nostri cari.
Una vera guarigione non può avvenire se non siamo disposti a mettere in discussione il nostro essere. Se continuiamo a coltivare i soliti pensieri distruttivi, pessimistici o limitanti, non potremo poi lamentarci se accusiamo un qualche tipo di disturbo. Più continuiamo a rimuovere aspetti sgradevoli della nostra personalità, più questi aspetti si manifesteranno con violenza sul nostro corpo.
La consapevolezza porta luce sulle zone di tenebra e la tenebra sparisce.
Questo processo deve poter rispettare i tempi e i modi di ciascuno, ma può sempre essere attuato se l'individuo è disponibile ad affrontare la propria ombra, e la paura che questo comporta.

GUARIGIONI STRAORDINARIE

Due studiosi americani (C. Hirshberg e M.C. Barasch) hanno dimostrato che non esiste patologia classificata come incurabile che non abbia registrato almeno un caso di guarigione.
In uno studio approfondito su queste guarigioni incredibili hanno visto che non esiste un metodo terapeutico più efficace di altri o soggetti che sono più predisposti alla guarigione sulla base della loro tipologia caratteriale. Eppure esisteva sempre un fattore comune che avvicinava casi tra i più disparati (guarigione avvenute a Lourdes e guarigioni dopo interventi palliativi in caso di metastasi disseminate, guarigioni sciamaniche e guarigioni avvenute senza fare alcun tipo di terapia); il fattore in questione era sempre un profondo CAMBIAMENTO DI COSCIENZA!
Solo il cambiamento radicale del nostro modo di porci di fronte alla Vita può realizzare le guarigioni più straordinarie, perché semplicemente il sintomo cessa la sua ragione di esistere, come - molto banalmente - la spia della benzina cessa di lampeggiare non appena ci si rifornisce al distributore.


LA MEMORIA CELLULARE

Analizziamo ora il meccanismo con cui la guarigione entra in atto nell'organismo.
Innanzitutto è necessario sapere che il nostro corpo registra a livello cellulare tutti gli eventi occorsi nella vita, esiste dunque quella che si chiama memoria corporea o cellulare, e ciò che vi è impresso è essenzialmente il contenuto emotivo di tali eventi. Tale contenuto si colloca prevalentemente nei muscoli, nei tendini e nelle fasce connettivali, ed influenza la fisionomia del soggetto, ciò è talmente vero che osserviamo modifiche nella postura di un soggetto dopo un ciclo di terapie su base somatica ed emozionale.

Anche se razionalmente possiamo conoscere alcuni conflitti che albergano in noi, o la radice di alcune nostre paure, la loro semplice conoscenza razionale non è in grado di vincerle, perché ciò che va trattato sono esattamente i contenuti emotivi dell'evento scatenante il conflitto o la paura stessi.
Si dice che la struttura di base della personalità si sviluppi dalla modalità della nascita e dall'esperienza dei primi tre anni di vita; questa memoria si può far affiorare alla coscienza tramite un lavoro definito realising (rilasciamento) somatoemozionale.
Una volta che l'esperienza riaffiora il fatto di riviverla coscientemente e in ambito terapeutico permette di defonderla, cioè di "scioglierla".
La defusione emozionale (somatoemozionale SE basata su tecniche corporee) porta a liberare l'individuo da vecchi schemi di pensiero e comportamento limitanti e reattivi, che venivano messi in atto tramite automatismi e senza una piena coscienza, in risposta a situazioni di stress.

CRISI DI PASSAGGIO

Sebbene questo modo di procedere possa essere doloroso perché obbliga il soggetto a trovarsi faccia a faccia con i propri limiti e condizionamenti, è in grado di cambiare radicalmente e in maniera permanente la qualità della vita e il benessere quotidiano, fisico e psichico.

Durante il periodo di tempo in cui siamo in terapia è estremamente attivo un processo di trasformazione ed elaborazione interiore, spesso ci sentiamo un po' confusi e disorientati poiché si modificano i vecchi punti di riferimento. E' frequente che i sintomi che lamentavamo tornino a farsi sentire, magari in modo più insistente, o addirittura che si facciano sentire vecchi sintomi che pensavamo ci avessero abbandonato; ciò è perfettamente normale ed, anzi, positivo, significa semplicemente che l'organismo risponde alla terapia e che sta guarendo.
La crisi di guarigione (healing crisis) è frequente quando si usano tecniche naturali ed olistiche, poiché un sintomo, e dunque un conflitto, non può essere semplicemente annullato di per sé, ma deve essere riportato a galla, osservato e trasmutato, solo allora non avrà più presa su di noi.
In fisica si dice infatti che l'energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma.

Un simile processo interiore, che corrisponde all'elaborazione del proprio vissuto, è generalmente molto attivo anche nell'intervallo di tempo tra una seduta e l'altra, e non è raro che si presentino sogni particolari con contenuti di consapevolezza e guarigione; è interessante per il paziente annotarli e farli presenti al terapeuta, che l'aiuterà ad interpretarli.
Nei sogni il nostro inconscio porta a galla dei contenuti simbolici che arricchiscono la coscienza.
Ad ogni personaggio che sogniamo è attribuita una qualche qualità ed altro non è che la rappresentazione di un aspetto della nostra personalità; se sogno il terapeuta che mi sta curando in realtà sto rappresentandomi nella coscienza il mio guaritore interiore che vuole comunicarmi qualcosa usando un'immagine facilmente riconoscibile; se sogno l'uomo nero, una figura cattiva o malvagia, anche questo altro non sarà che un aspetto dell'io inferiore con cui invece dobbiamo confrontarci, e così via.
In pratica nei sogni, così come nella realtà, gli altri ci fanno da specchio.

IL MECCANISMO DELLO SPECCHIO

Il concetto che la realtà esteriore rispecchia quella interiore è molto importante in terapia, ma spesso si ha difficoltà a farla comprendere ai pazienti, perché è molto più comodo arrabbiarsi ed inveire contro una persona che riconoscere ciò che noi proiettiamo in essa, è molto più comodo per tutti attribuire ai comportamenti altrui la causa di un nostro malessere che riconoscere che siamo stati noi a generarlo e che a tutt’oggi contribuiamo ad alimentarlo.

Vediamo quindi di spiegare questo meccanismo che sta alla base di una vero processo di guarigione:
ciascuno di noi è una totalità, e contiene in potenza tutte le caratteristiche proprie di un essere umano, sia quelle positive che negative.
Così come tutte le cellule posseggono la completa e totale informazione genetica dell’intero organismo (ma sviluppano solo alcune proprietà specifiche del compito a cui sono preposte), al pari noi possediamo interiormente tutte le qualità proprie dell’essere umano ma sviluppiamo solo quelle che ci servono per svolgere il nostro programma nell’esistenza attuale.

Tra le qualità che dobbiamo trattare in questa vita alcune di esse restano in zona di ombra e siamo in grado soltanto di vederle riflesse negli altri; questa la ragione per cui ci risuonano così tanto:
un’ammirazione sfrenata nasconde il riconoscimento di una qualità positiva che si possiede ma che non riteniamo possibile sviluppare, una mancanza di sopportazione (quella persona mi irrita, non la sopporto, non riesco tollerare il suo comportamento, ecc... ) nasconde il riconoscimento di una propria qualità ritenuta negativa che il nostro inconscio ha provveduto a rinnegare.

Usiamo un’immagine simbolica: immaginate che l’umanità sia composta da 100 qualità (50 positive: compassione, umiltà, altruismo, pazienza, serenità, calma, fiducia, ecc… e 50 negative odio, orgoglio, egoismo, impazienza, insoddisfazione, aggressività, paura…); ipotizziamo che ciascuno di noi arrivi a sviluppare e a riconoscersi 15-20 di queste e che invece ve ne sia una parte che non riusciamo a vedere in noi o perché pensiamo di non essere all’altezza di tali qualità o perché le riteniamo troppo negative.
Quando noteremo negli altri quelle qualità che abbiamo posto in ombra, il subconscio le riconosce ed invia dei segnali precisi:

ammirazione, che ha lo scopo di avvicinare la persona a coloro che riteniamo ci possano insegnare quella qualità tanto agognate;
intolleranza, che ha lo scopo di allontanarci da coloro che potrebbero risvegliare in noi quelle qualità che abbiamo provveduto così bene a seppellire.

Seguendo quest’ottica cominciamo a riflettere costantemente sulle zone d’ombra che le persone attorno a noi ci fanno vedere e riscopriamo la nostra totalità, assumendoci completamente la gestione della nostra Vita; cessiamo così di scaricare all’esterno le nostre responsabilità e di imputare a questo o quello le nostre fluttuazioni emotive.

 

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