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LA SCIENZA DELLO YOGA Yoga, in sanscrito, significa "unione" e vuole rappresentare quella scienza interiore che permette, attraverso una pratica regolare e metodica, di ritrovare una connessione perfetta con Dio. La tradizione hindu contempla due tradizione yogiche
di differente orientamento filosofico:
La seconda tradizione è quella dello yoga tantrico (che si ritrova anche nel buddhismo tibetano), dove il Sé è concepito non come spettatore immobile ma come spontaneo attore; la coscienza è una forza che esprime se stessa in una attività spontanea che emerge da uno stato di ananda (gioia, beatitudine). L’attività tantrica non è soggetta al karma, è libera e partecipa attivamente al Gioco della Vita (Lila). La Coscienza è la Realtà finale e immutabile attraverso la quale operano mente e materia; la realtà che si manifesta come mente e materia è solo una parte del tutto, cioè della Realtà Infinita.Il funzionamento di tutto il corpo umano è controllato dal sistema nervoso centrale (cervello e midollo) ed è a questo livello che si situano i centri psichici che la tradizione indiana chiama chakra, il cui completo risveglio permette di unire la coscienza individuale con la coscienza assoluta. Nello yoga si classificano 5 stati mentali KSHIPTA = autismo; la persona non ha la
pazienza né l’intelligenza per contemplare un oggetto non
sensoriale, non conosce il pensiero astratto.
La scienza dello Yoga si prefigge l’unione permanente con il trascendente, come esistono diversi temperamenti così esistono diversi tipi di yoga:
Scopo delle pratiche yogiche è la conoscenza del divino, conoscenza
perfetta e onnipresente che è stata realizzata direttamente dai
rishi (saggi) e trasmessa per lungo tempo solo oralmente. Kundalini, l'energia cosmica, é rappresentata
come un serpente-femmina arrotolato (Kundala significa
rotolo di corda) dormiente alla base della colonna vertebrale. Questa
energia latente deve essere risvegliata con tecniche yoga e meditazione,
e fatta salire per Sushuma Nadi (il canale vertebrale), attraverso i Chakra,
fino al Sahasrara. La kundalini è un’energia che interviene in ogni manifestazione,
in forma dinamica dà vita all’individuo, in forma statica
rimane sopita durante la normale coscienza di veglia; attraverso la rinuncia
dell’appagamento dei sensi si aprono le porte della vista interiore
che permette di superare il dualismo della materia. l’energia statica
si dinamizza e compie un percorso contrario alla gravitazione risalendo
lungo la colona vertebrale. Il termine sanscrito Nadi (che indica i
canali dove scorre l'energia vitale) deriva dalla radice Nad
che significa "movimento". Esistono due tipi di nadi:
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Il requisito fondamentale per risvegliare l’energia della kundalini
è la purificazione del corpo (esistono nello yoga
sei azioni purificatorie (ad es. pulizia della gola, anale e del basso
intestino, del naso, dell’occhio, ecc.).
Quando la coscienza si manifesta ha come veicolo la mente nei suoi quattro
aspetti MANAS (mente), BUDDHI (intelletto),
AHAMKARA (ego, identificazione), CHITTA
(essere). ANNAMAYI KOSHA – involucro materiale
Il corpo fisico è composto dalla mula prakriti (manas, buddhi,
ahamkara) e dai cinque elementi: AKASHA - etere; VAYU
- aria; AGNI - fuoco; APAH - acqua;
PRITHVI - terra. Un altro importante aspetto della filosofia yogica è il concetto
di GUNA, o qualità.
Il completo risveglio della kundalini porta alla sublimazione degli elementi
ed i tre nodi (Granthi) sono riuniti. Il nodo di Vishnu (Granthi Vishnu) è localizzato nel chakra del cuore, questo nodo produce KARUNA (compassione), un vivo desiderio di deicarsi all’umanità sofferente. Vishnu è il signore della conservazione, e questo nodo fa nascere il desiderio di conservare le tradizioni e le istituzioni, si manifesta l’attaccamento alla conservazione. E’ difficile da sciogliere perché è legato al codice genetico, infatti in India l’ordine ascetico dei sannyasa prevede la morte sociale del devoto e si dà per scontato che la famiglia ne celebri il funerale affinchè possa rinascere un’altra volta. Il nodo di Shiva o Rudra (Granthi Rudra) è localizzato sul terzo occhio, dove i tattva (elementi) si fondono con la loro sorgente e lo yogi diventa trikaladharshi, veggente, conoscitore di passato, presente e futuro ed il rischio è di compiacersi di queste facoltà intuitive, di siddhi e miracoli. Solo se supera questo nodo può procedere nella beatitudine eterna.
LINKS Un sito interessante sullo yoga, con un utile dizionario dei
termini sanscriti piu' utilizzati e' www.yoga.it.
La grafica del sito e' moderna e sicuramente originale. Al momento non
tutti i links sono pero' funzionanti. Per chi fosse, invece, interessato alla mitologia indu' consiglio di visitare il sito www.hindu-mythology.com che, pur essendo in inglese, e' fatto molto bene e presenta molte immagini mitologiche e sacre; merita una visita. Molto interessante e particolarmente utile l'antichissima scienza dei mudra ben illustrata nel sito Green Yoga (che merita una visita generale poiche' molto ben documentato). Clicca qui Tra le piu' famose pratiche di hatha yoga vi e' il Saluto al Sole o Surya Namaskar, ben descritto e commentato nell'articolo di Marcella Boccia, Presidente del Centro Shanti (Scuola di yoga e Filosofia Indiana). Clicca qui Affrontando l'argomento mantra - importantissimo nello yoga - e' duopo una vista alla pagina dedicata presso il sito Sublimen.com, ben fatta e ricca di informazioni. Clicca qui
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